Rete solidale

Legge Gadda, dieci anni di contrasto allo spreco alimentare

La deputata varesina ricorda risultati, collaborazioni e nuove sfide legate alla povertà.

Legge Gadda, dieci anni di contrasto allo spreco alimentare

Sono trascorsi dieci anni dall’entrata in vigore della Legge 166/2016, la normativa contro lo spreco alimentare promossa da Maria Chiara Gadda, deputata varesina e prima firmataria del provvedimento. La legge è entrata in vigore il 14 settembre 2016 con l’obiettivo di favorire il recupero e la redistribuzione di prodotti ancora utilizzabili, trasformando beni destinati allo scarto in risorse per persone e comunità.

Gadda ha ricordato l’anniversario con un bilancio affidato a un post. La parlamentare ha ripercorso gli inizi dell’iter legislativo, quando era una giovane deputata, sottolineando il sostegno ricevuto dal governo guidato da Matteo Renzi e il voto favorevole arrivato dai gruppi parlamentari di diversi schieramenti.

Una rete costruita nel tempo

Secondo la promotrice, la normativa ha contribuito ad aprire in Italia un dibattito culturale sullo spreco e ha permesso di recuperare migliaia di tonnellate di alimenti, farmaci e altri beni di consumo ancora utilizzabili. Il risultato, ha osservato, è stato possibile grazie alla collaborazione tra Terzo Settore, imprese, scuole, università, amministratori locali, parlamentari e volontari.

Nel bilancio tracciato da Gadda, il valore dell’esperienza non riguarda soltanto la riduzione degli sprechi. Il recupero e la donazione dei beni, ha spiegato, producono effetti sul piano ambientale ma anche su quello sociale ed economico, perché consentono di rispondere ai bisogni concreti delle persone. Un pacco alimentare o l’accesso a un emporio solidale possono infatti rappresentare un sostegno nella vita quotidiana di chi affronta una situazione di difficoltà economica.

Povertà e nuove sfide

A dieci anni dall’approvazione, Gadda considera la legge ancora più attuale rispetto al momento della sua introduzione. Tra i fattori indicati figurano l’aumento delle povertà, il crescente rilievo strategico del cibo sul piano geopolitico e una maggiore consapevolezza di cittadini e imprese sui temi della sostenibilità, della salute e dell’efficienza dei sistemi produttivi.

La deputata ha inoltre definito unica in Europa la rete solidale sviluppata in Italia, richiamando l’interesse suscitato dall’esperienza nazionale in occasione di diversi convegni internazionali. A suo giudizio, le collaborazioni costruite attorno al recupero dei beni costituiscono anche una risposta alla solitudine sociale e agli egoismi che crescono nelle città.

Il percorso, ha concluso Gadda, non può però considerarsi terminato. Restano ancora obiettivi da raggiungere, mentre il lavoro svolto nell’ultimo decennio viene indicato come la base per rafforzare le pratiche di recupero, donazione e redistribuzione a favore delle persone in difficoltà.