Saranno circa 250 studenti delle scuole superiori di Varese a partecipare all’iniziativa Il dovere che resta – Memoria e cammino per gli eroi di un domani, in programma martedì 15 settembre in piazza Monte Grappa. L’appuntamento è dedicato ai temi della mafia, della legalità e della memoria e punta a coinvolgere le nuove generazioni in un momento di riflessione pubblica.
L’incontro prenderà il via alle 10. Al centro della mattinata ci sarà la teca di Quarto Savona 15, l’auto di scorta sulla quale viaggiavano gli agenti della Polizia di Stato Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, uccisi nella strage di Capaci del 23 maggio 1992. La presenza del mezzo, simbolo della lotta alla criminalità organizzata, accompagnerà gli interventi rivolti ai ragazzi e alle ragazze presenti.
Gli interventi in programma
Dopo i saluti istituzionali, alle 10.45 interverrà Giuseppe Battarino, già magistrato e docente all’Università dell’Insubria. Il suo contributo sarà dedicato alla comunicazione di giustizia e sicurezza, con l’obiettivo di affrontare il rapporto tra informazione, istituzioni e consapevolezza civile.
Alle 11.15 sarà la volta di Alessandra Cerreti, pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Milano. Il suo intervento, intitolato Mafie al nord: presenza invisibile?, sarà incentrato sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel Nord Italia e sulle modalità con cui la criminalità organizzata può radicarsi anche in contesti lontani dalle aree tradizionalmente associate alla presenza mafiosa.
Il valore della testimonianza
Tra gli appuntamenti previsti ci sarà anche il saluto di Tina Montinaro, moglie dell’agente Antonio Montinaro. La sua testimonianza sarà rivolta direttamente agli studenti, in un momento pensato per collegare la memoria delle vittime delle stragi alla responsabilità individuale e collettiva nella difesa della legalità.
L’iniziativa rientra nel percorso delle celebrazioni per il Centenario della Provincia di Varese, che nel 2027 raggiungerà i cento anni dalla sua istituzione. Il progetto si propone di contribuire alla costruzione di una memoria condivisa, coinvolgendo soprattutto le nuove generazioni attraverso il confronto con magistrati, esperti e testimoni diretti.