Welfare sociale

Martegani: «A Varese la cura si costruisce in rete»

Il presidente di Federsolidarietà Insubria anticipa i temi dell’appuntamento sulla non autosufficienza del 30 settembre.

Martegani: «A Varese la cura si costruisce in rete»

«L’economia deve essere al servizio della persona». È il principio richiamato da Maurizio Martegani, presidente di Federsolidarietà Confcooperative Insubria, realtà che riunisce le cooperative sociali del territorio. Martegani sarà tra i protagonisti dell’incontro “Chi si prende cura di noi?”, promosso da Confartigianato Imprese Varese e dedicato alla non autosufficienza e al ruolo dei caregiver familiari.

La relazione al centro

Per il presidente, prendersi cura non significa limitarsi all’erogazione di un servizio né ricadere in una logica assistenzialistica. «La cura è nel nostro Dna, ma non deve essere intesa come assistenzialismo», spiega. Si tratta piuttosto di un percorso da compiere insieme alle persone più fragili, valorizzandone la dignità, le autonomie residue e, quando possibile, favorendo percorsi di reinserimento nel lavoro e nella società.

In questa prospettiva, la qualità tecnica degli interventi non è sufficiente. La costruzione di una relazione basata sulla fiducia è considerata un elemento decisivo per accompagnare chi è in difficoltà verso nuovi livelli di autonomia. La vicinanza, sottolinea Martegani, rappresenta una componente essenziale del lavoro delle cooperative sociali.

La riflessione riguarda anche gli operatori del settore, dagli educatori ai professionisti sociosanitari e assistenziali. Il turnover significativo nelle professioni socioeducative e assistenziali richiede, secondo Martegani, strumenti di sostegno come la supervisione pedagogica e psicologica, momenti di confronto tra colleghi e occasioni capaci di rafforzare il senso di appartenenza. Tra le misure indicate figurano anche interventi di welfare aziendale per aiutare nella gestione dei figli piccoli o dei familiari anziani.

Una rete per affrontare le fragilità

Un ruolo centrale viene attribuito alla comunità, soprattutto nei piccoli centri. Cooperative, parrocchie, associazioni sportive, scuole ed enti pubblici possono costruire obiettivi comuni e mettere in rete risorse umane ed economiche. Per Martegani, una rete territoriale più solida consente di superare un modello nel quale il peso dell’assistenza ricade quasi interamente sulle famiglie o sui singoli servizi.

Tra le sfide più urgenti c’è quella legata all’invecchiamento della popolazione. L’obiettivo indicato è allungare il periodo di vita in cui si resta autosufficienti, senza confondere l’autonomia con l’isolamento. Vivere in un contesto di relazioni, investire sull’invecchiamento attivo e prevenire l’insorgere o l’aggravarsi della cronicità sono, secondo il presidente, passaggi necessari per ridurre il peso sulle famiglie e sul sistema.

Il punto di partenza, conclude Martegani, deve essere l’ascolto: quello dei bisogni individuali, ma anche dei dati e dei cambiamenti sociali. Le trasformazioni demografiche, la disponibilità di risorse umane e la situazione economica impongono di elaborare nuovi modelli, senza affrontare bisogni inediti con schemi sempre uguali. In questo percorso, anche i giovani del nuovo consiglio di Federsolidarietà Insubria sono chiamati a portare competenze e innovazione.

L’incontro si terrà a Materia, mercoledì 30 settembre alle ore 18. Al confronto parteciperanno anche Carmela Tascone, presidente del patronato Acli Varese, Giacomo Licata, segretario Spi-Cgil, e Martino Villani, direttore del Cvs Insubria. Al centro del dibattito ci saranno i servizi pubblici, la cooperazione sociale, il volontariato e le nuove tecnologie applicate alle reti di assistenza.