Il Consiglio comunale di Varese ha adottato il nuovo Piano di Governo del Territorio al termine della prima serata di discussione. La maggioranza ha votato a favore, mentre le opposizioni hanno espresso posizioni articolate, dalle critiche sul metodo seguito fino alla contestazione dell’impianto complessivo e delle prospettive di sviluppo della città.
Il percorso, avviato formalmente il 1° febbraio 2023, è arrivato all’adozione dopo tre anni di lavoro, 454 contributi raccolti e il confronto con i dodici consigli di quartiere. Il sindaco Davide Galimberti ha definito il voto non un punto d’arrivo, ma l’inizio di una nuova fase. I sessanta giorni che separano l’adozione dall’approvazione definitiva, ha spiegato, dovranno rappresentare un periodo di partecipazione e di raccolta delle istanze coerenti con le linee guida del piano.
Le scelte della maggioranza
L’assessore all’Urbanistica e ai Lavori pubblici Andrea Civati ha indicato tra gli elementi centrali il principio del consumo di suolo zero. Secondo quanto riferito in aula, il piano consentirebbe di recuperare oltre 300mila metri quadrati di aree che lo strumento vigente destinava all’edificazione, concentrando gli investimenti sul patrimonio esistente.
Tra le misure presentate figura anche il Fondo di Quartiere, alimentato dagli oneri derivanti dalle trasformazioni edilizie e destinato a restituire ai rioni parte del valore generato dagli interventi. Le risorse dovrebbero essere ripartite tra i dodici consigli di quartiere. Il piano richiama inoltre il modello della città dei 15 minuti, la realizzazione di nuove aree verdi, il contrasto alle isole di calore e incentivi per l’edilizia a canone convenzionato e per i servizi rivolti ad anziani, bambini e persone con disabilità.
Andrea Arcidiacono del Politecnico di Milano ed Emanuele Boscolo dell’Università dell’Insubria hanno illustrato gli studi alla base del documento. I loro interventi hanno riguardato la rigenerazione urbana, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la tutela dei servizi ecosistemici e la riduzione della discrezionalità nelle decisioni urbanistiche. La maggioranza ha difeso il metodo, ricordando il lavoro svolto in commissione, il coinvolgimento dei quartieri, gli incontri con le categorie economiche e sociali e la procedura di Valutazione ambientale strategica.
Dai banchi che sostengono la giunta sono arrivati giudizi favorevoli, seppure con alcune osservazioni. Luca Paris ha sottolineato che l’approvazione definitiva potrebbe arrivare a ridosso delle prossime elezioni comunali e che sarà quindi la futura amministrazione a gestire l’attuazione del piano. Altri consiglieri hanno evidenziato il valore della rigenerazione, del recupero delle aree dismesse e del legame tra urbanistica, salute pubblica e qualità degli spazi.
Le critiche delle opposizioni
Le minoranze hanno concentrato le contestazioni soprattutto su demografia, attrattività economica e coinvolgimento dei cittadini. Matteo Bianchi e Emanuele Monti hanno sostenuto che il documento non affronti in modo concreto lo spopolamento e il calo della popolazione scolastica, chiedendo regole più chiare e tempi certi per favorire l’arrivo di imprese e lavoratori.
Luca Boldetti ha messo in dubbio la compatibilità tra la città dei 15 minuti, la bassa densità abitativa e il calo demografico. Ha inoltre espresso cautela sul Fondo di Quartiere e sulle possibili ricadute per il bilancio comunale. Monti ha criticato anche il sistema delle monetizzazioni, ritenuto poco trasparente e potenzialmente esposto a margini di discrezionalità.
Toni particolarmente duri sono stati usati da Stefano Angei, che ha definito il PGT un atto di arroganza della giunta uscente e ha contestato il Piano dei Servizi, giudicandolo privo di una programmazione adeguata. Salvatore Giordano ha lamentato tempi insufficienti per l’esame del documento e l’assenza di una strategia capace di attrarre investimenti nelle periferie. Eugenio De Amici ha infine manifestato il timore di una possibile paralisi applicativa delle nuove norme, auspicando correzioni durante l’esame degli emendamenti.
La discussione proseguirà nella seconda serata, fissata per il 2 settembre alle 20.45. In programma ci sono l’esame di 66 emendamenti e tre ordini del giorno, prima dei successivi passaggi che porteranno all’approvazione definitiva del Piano di Governo del Territorio.