Dopo i disordini che hanno coinvolto anche giovanissimi, le principali istituzioni del territorio varesino hanno sottoscritto una lettera congiunta sul disagio adolescenziale e sulla necessità di rafforzare il rapporto tra nuove generazioni e comunità. Il documento è firmato da Salvatore Pasquariello, prefetto di Varese, Marco Magrini, presidente della Provincia, Giuseppe Carcano, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale, e Mauro Vitiello, presidente della Camera di Commercio.
La riflessione prende spunto dalla conclusione dell’edizione 2026 del Premio Chiara, durante la quale centinaia di ragazze e ragazzi hanno scritto racconti sul tema del gioco. Nei loro testi sono emersi relazioni, aspettative e fragilità di una generazione che chiede di essere ascoltata. Da questa esperienza, i firmatari estendono l’attenzione a quei giovani che rischiano di sentirsi invisibili, inascoltati e senza prospettive concrete.
Il richiamo al rispetto delle regole
La lettera tiene insieme due piani. Da una parte ribadisce che l’aggressione a un agente, il danneggiamento dei beni comuni e la violenza contro altre persone non possono essere giustificati dal diritto di manifestare o protestare. Dall’altra, invita a non associare un’intera generazione ai comportamenti violenti e chiede di interrogarsi sulle cause che possono spingere alcuni adolescenti a cercare nella provocazione, nella trasgressione o nello scontro con le istituzioni una forma di affermazione personale o di appartenenza.
Nel documento viene richiamata anche l’esperienza del progetto Ragazzi on the Road, indicata come occasione per comprendere meglio i percorsi e le motivazioni dei più giovani. Secondo i firmatari, nessuna istituzione può affrontare da sola una sfida che riguarda l’intera comunità. Per questo la risposta dovrebbe coinvolgere famiglie, scuola, associazioni, mondo dello sport, realtà economiche e servizi sanitari e sociosanitari.
Ascolto e partecipazione
La rete istituzionale provinciale sottolinea che la fiducia nelle istituzioni deve essere accompagnata dal rispetto delle regole, ma conferma anche l’impegno a promuovere occasioni di ascolto, partecipazione e protagonismo giovanile. L’obiettivo è fare in modo che ogni ragazza e ogni ragazzo possa sentirsi parte della comunità, intercettando i bisogni prima che si trasformino in disagio e costruendo opportunità concrete.
Nel testo, il Premio Chiara viene presentato come un esempio di come cultura e scrittura possano offrire ai giovani uno spazio di espressione e partecipazione. Le istituzioni dichiarano di voler proseguire il lavoro insieme, in collaborazione con ATS Insubria e con gli altri soggetti della comunità educante, per rafforzare il dialogo e il rapporto di fiducia con le nuove generazioni.
Il messaggio conclusivo è rivolto all’intero territorio: investire sui giovani significa investire sulla convivenza civile, sulla sicurezza e sulla coesione sociale. La sfida indicata dai firmatari è trasformare l’ascolto in azione, evitando che i giovani restino ai margini e facendo della collaborazione istituzionale uno strumento di crescita reale.