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Allarme nelle chat, a Varese scuole aperte e invito alla calma

Una falsa circolare annuncia la serrata di un istituto tecnico. Dirigenza e autorità chiedono cautela prima di inoltrare contenuti privi di riscontri.

Allarme nelle chat, a Varese scuole aperte e invito alla calma

I messaggi sono partiti dalle chat degli studenti milanesi dopo gli scontri in piazza Duomo di sabato 17 ottobre e, nella serata di lunedì, hanno raggiunto anche i telefoni dei ragazzi delle scuole di Varese e della provincia. I contenuti, inoltrati tra amici e compagni di classe, annunciavano presunte aggressioni e assalti senza indicare fonti verificabili.

La catena di condivisioni ha coinvolto anche le famiglie. Dai telefoni degli studenti, gli avvisi sono arrivati ai genitori, aumentando la preoccupazione. Nelle stesse ore ha iniziato a circolare una falsa circolare che imitava un documento ufficiale e annunciava la chiusura di un istituto tecnico varesino.

La scuola resta aperta

La dirigente dell’istituto Einaudi di Varese, Samatha Emanuele, ha invitato a mantenere la calma e a verificare le informazioni prima di diffonderle. La scuola, ha chiarito, è regolarmente aperta e resta un luogo sicuro, mentre non è possibile garantire per quanto accade all’esterno dell’edificio.

La dirigente ha inoltre riferito di essere a conoscenza dei numerosi messaggi che circolano nelle chat e ha raccomandato agli studenti prudenza, invitandoli ad avvertire le forze dell’ordine in caso di movimenti sospetti. Ai rappresentanti degli studenti è stato chiesto di ridurre l’allarmismo e, allo stesso tempo, di mantenere l’attenzione su ciò che accade intorno a loro.

La comunicazione sulla chiusura dell’istituto è quindi risultata falsa. La presenza della maggior parte degli alunni a scuola è stata confermata anche da altre fonti ufficiali. Nell’area è stata inoltre segnalata la presenza di una pattuglia della polizia, mentre le forze dell’ordine sono state informate della situazione.

Contenuti senza conferme

Al momento le minacce appaiono prive di fondamento, ma la tensione resta alta. La recente memoria degli scontri avvenuti a Milano ha reso credibili, agli occhi di studenti e famiglie, anche messaggi privi di prove o di riferimenti attendibili.

Un avviso analogo è circolato anche tra gli universitari milanesi. Il testo metteva in guardia dalla condivisione di messaggi e video non verificati relativi a presunte aggressioni contro studenti e persone migranti in diverse zone della città. L’avviso sottolineava l’assenza di fonti attendibili e di elementi concreti a conferma dei fatti, ricordando che la diffusione di questi contenuti, anche quando nasce dall’intenzione di proteggere gli altri, può alimentare allarmismo e insicurezza.