Un percorso accademico completato in tempi record, superando ostacoli che per molti sarebbero insormontabili. La varesina Deborah Fasseh, 32 anni, ha concluso il corso di laurea in Scienze dell’Educazione all’Università degli Studi Milano Bicocca in soli sedici mesi, un traguardo raggiunto gestendo parallelamente tre lavori e affrontando un vissuto personale complesso.
Una scelta presa per la passione di insegnare
Originaria di Bergamo e figlia di mamma italiana e di papà egiziano (scomparso quando lei aveva appena nove anni), dopo il diploma Deborah ha scelto di cominciare subito a lavorare per aiutare sua madre, affetta da una malattia che – qualche anno più tardi – l’avrebbe portata via. Ma è stato proprio grazie al suo lavoro come animatrice a Cuba prima e all’interno di una Rsa dopo, che Deborah ha scoperto il suo amore per l’insegnamento. Una passione che l’ha spinta nell’ottobre 2024 a iscriversi all’ateneo milanese col sogno di diventare docente.
Fare l’università con tre lavori, il trucco è la pianificazione
Non è stato un percorso facile. Durante gli studi Deborah ha infatti dovuto destreggiare gli studi con ben tre impieghi: il ruolo di educatrice alla scuola Anna Frank di Varese, le lezioni di ginnastica ritmica da impartire a Tradate e il corso di pilates che ha condotto per il Cavedio. La chiave per riuscire a chiudere la sua carriera universitaria non solo con successo ma addirittura con largo anticipo, secondo Deborah, è stata una pianificazione accurata degli impegni. Deborah è riuscita a sfruttare ogni sessione disponibile, cercando di allineare gli esami nel modo ottimale. «Nella prima sessione ho fatto i classici quattro esami. A febbraio mi sono detta: “Proviamo a darne un altro”. Poi, in estate, ho anticipato i primi tre esami e ne ho chiesti altri tre alla segreteria», spiega.
Nonostante abbia conseguito il titolo senza frequentare le lezioni, per Deborah il sostegno reciproco coi colleghi è stato vitale. Attraverso un semplice gruppo WhatsApp, «ci siamo fatti forza a vicenda – racconta Deborah –. Essendo tutti non frequentanti non appena riuscivamo a estrapolare qualche informazione, la condividevamo». Un vero spirito di solidarietà che l’ha accompagnata durante tutto il periodo universitario. «Non sono mai stata gelosa dei miei riassunti. Ho fatto un esame, conosco i trucchi, magari ho capito anche come superarlo al meglio, perché non avrei dovuto aiutare qualcuno in difficoltà?», afferma con convinzione.
Ora, con il traguardo della laurea raggiunto, il pensiero corre già verso la magistrale. L’obiettivo è chiaro: «Vorrei diventare professoressa delle scuole medie o maestra», confessa. La sua storia non vuole essere un manifesto della velocità, ma un invito a chi sta attraversando un percorso simile a non lasciarsi scoraggiare dai dubbi e dalle difficoltà. «Il consiglio più importante – conclude Deborah – è di non ascoltare mai gli altri. Se dentro di te senti di voler fare l’università, provala. Mai farsi scoraggiare, mai pensare di essere un voto. Ce l’ho fatta io a 32 anni, ce la può fare chiunque».