Viaggio alpino

La V152 attraversa la Val Veddasca tra servizio e memoria

Dal lago al confine, un percorso tra borghi, tornanti e comunità sempre più rarefatte

La V152 attraversa la Val Veddasca tra servizio e memoria

Ci sono percorsi in cui la destinazione conta meno del tragitto. È il caso della V152, la linea di trasporto pubblico che collega Luino a Biegno, ultima frazione della Val Veddasca prima del confine con la Svizzera. Il viaggio misura circa 30 chilometri e attraversa i territori comunali di Luino e Maccagno con Pino e Veddasca, seguendo il lago nella prima parte e arrampicandosi poi verso la montagna.

A bordo del mezzo, condotto da Luca Colombo, autista di Autolinee Varesine residente a Maccagno, il percorso diventa un racconto del territorio. A fornire informazioni sulla linea e sulla sua storia è Ercole Giannuzzi, responsabile della sede luinese dell’azienda. Da Luino si passa per Colmegna e Maccagno, quindi per Veddo, Campagnano, Piantonazzo, Caviggia, San Rocco, Garabiolo, Cadero, Graglio, Armio e Lozzo, fino a Biegno, a circa 900 metri di quota e a poche centinaia di metri dalla dogana.

Una linea nata per collegare la valle

Le origini del trasporto pubblico locale nella zona risalgono al 1922, quando Attilio Baldioli avviò il servizio con il primo mezzo. Allora gli autobus erano indispensabili per portare a valle gli abitanti delle frazioni, accompagnare gli operai nelle fabbriche e gli studenti nelle scuole. Oggi la V152 è una delle 28 linee extraurbane gestite da Autolinee Varesine. Il suo asse principale unisce Luino e Maccagno, con diramazioni verso Pino e la dogana di Zenna e, dall’altra parte, verso la Val Veddasca fino a sfiorare il valico di Indemini.

Il servizio conserva un legame diretto con le abitudini della popolazione. Il mercoledì le corse aumentano per consentire agli abitanti della valle di raggiungere il mercato di Luino, appuntamento che continua ad attirare persone anche dai comuni vicini e dal territorio oltreconfine. La sede dell’azienda a Luino conta una ventina di persone e organizza, oltre alle corse di linea, noleggi, servizi scolastici, gite e attività di gestione dei mezzi e del personale.

La salita mette in evidenza le difficoltà operative della tratta. Nel cosiddetto imbuto di Colmegna la carreggiata si restringe tra edifici, automobili e curve. Più avanti, lungo i tornanti, gli incroci tra autobus e altri veicoli possono richiedere una sosta o una manovra in retromarcia. Per l’autista ogni curva implica valutazioni precise: posizione del mezzo, ampiezza della manovra, traffico e condizioni della strada. Anche gli orari devono fare i conti con imprevisti come biciclette, animali o veicoli fermi nei punti più stretti.

Tra natura e spopolamento

Il paesaggio cambia progressivamente. Il lago scompare e riappare tra le curve, mentre boschi, pinete, pascoli e piccoli nuclei abitati accompagnano la salita. Da San Rocco si apre uno dei panorami più ampi sul Verbano, con collegamenti verso il Lago Delio e il passo della Forcora. La zona è frequentata anche dai ciclisti, soprattutto per le pendenze e il traffico ridotto, ma le discese affrontate ad alta velocità possono rendere delicati gli incroci con gli autobus.

In montagna cambiano anche le condizioni climatiche: tra il fondovalle e la parte alta della Veddasca si registrano normalmente circa quattro gradi di differenza. D’inverno neve e ghiaccio impongono controlli costanti e un rapporto stretto con gli abitanti. In caso di piante cadute o altri ostacoli, il collegamento tra cittadini, Comune, Protezione civile e Vigili del fuoco è spesso immediato.

Al ritorno, il numero dei passeggeri cresce avvicinandosi a Maccagno. A Lozzo sale una signora diretta al mercato di Luino. L’autista, oltre a guidare, fornisce indicazioni, vende i biglietti e conosce fermate e abitudini di chi vive nelle frazioni. È un aspetto che restituisce il valore sociale della linea, in una valle segnata dallo spopolamento e dal ridimensionamento delle attività industriali.

Oggi l’economia locale si lega soprattutto al frontalierato, al turismo e alle seconde case. La V152 resta innanzitutto un servizio pubblico essenziale per chi abita in quota, ma il percorso mostra anche potenzialità per chi vuole conoscere il territorio senza utilizzare l’auto. Dopo il passaggio da Biegno, a circa 400 metri dalla dogana, il mezzo riprende la discesa verso Luino. Il viaggio termina dove era iniziato, lasciando l’immagine di una valle sospesa tra confine, natura e trasformazioni profonde.