Confronto politico

Doposcuola e armadietti, il sindaco replica a Cocquio Trevisago

Il primo cittadino cita proposte, costi e passaggi necessari dopo le interpellanze del gruppo Primavera

Doposcuola e armadietti, il sindaco replica a Cocquio Trevisago

Resta alta la tensione politica a Cocquio Trevisago tra l’Amministrazione comunale e il gruppo di minoranza Primavera. Al centro del confronto ci sono il servizio di doposcuola e la disponibilità di armadietti per gli studenti. Dopo la diffusione di alcune interpellanze da parte dell’opposizione, il sindaco Danilo Centrella ha inviato una nota di replica, datata 15 ottobre 2026, nella quale ricostruisce le iniziative avviate dal Comune e le difficoltà incontrate.

Secondo quanto riferito dal primo cittadino, per l’anno scolastico 2026/2027 l’Amministrazione avrebbe promosso una proposta della cooperativa Eureka, articolata su cinque giorni, pubblicizzata il 23 marzo e presentata alle famiglie il 27 marzo. Le adesioni raccolte sarebbero state dieci, a fronte delle ventidue necessarie per attivare il servizio. Il Comune avrebbe quindi cercato un’alternativa attraverso Educational Team, contattando le famiglie interessate. In questo caso, quattro avrebbero confermato la disponibilità per una formula distribuita su due pomeriggi, mentre ne sarebbero state necessarie dieci.

Il servizio non è partito

Il doposcuola, in ogni caso, non è stato attivato. Centrella riconosce che si tratta di un problema concreto per le famiglie, ma contesta la ricostruzione secondo cui il servizio sarebbe stato semplicemente cancellato dall’Amministrazione. La nota sottolinea che sono state presentate proposte, organizzati incontri e avviati contatti con gli utenti. Per un servizio comunale rivolto a dodici persone, gli uffici avrebbero inoltre stimato un costo di 17.520 euro, non previsto nello stanziamento di bilancio. Tra le criticità segnalate dalle famiglie figurano anche i costi e gli orari delle formule ipotizzate.

Il Comune ha dichiarato di aver aderito alla manifestazione d’interesse ministeriale Crescere nei piccoli Comuni, con l’obiettivo di valutare eventuali opportunità di finanziamento. Nella nota viene inoltre citato il Progetto APE della parrocchia, preso in considerazione autonomamente da alcune famiglie. Il sindaco precisa che questa iniziativa non corrisponde a una delega formale del servizio comunale alla parrocchia e ringrazia volontari e realtà locali per il loro impegno.

La questione degli armadietti

Un altro punto della replica riguarda gli armadietti scolastici, collegati alla sperimentazione del modello DADA annunciata in una circolare del 13 aprile 2026. Secondo gli uffici comunali, durante la fase sperimentale non sarebbe arrivata una richiesta formale di acquisto. L’Amministrazione riconosce comunque la propria competenza sugli arredi e sostiene che occorra definire quantità, caratteristiche, collocazione e copertura finanziaria. La direzione scolastica dovrebbe formalizzare il fabbisogno, mentre l’Ufficio Tecnico procederà alle verifiche necessarie per programmare la fornitura.

Nella parte conclusiva del documento, Centrella invita a considerare anche la storia amministrativa delle questioni scolastiche e richiama le iniziative delle precedenti amministrazioni, compresa quella guidata da Ballarin. Il sindaco sostiene che il confronto dovrebbe basarsi su documenti e ricostruzioni complete, pur riconoscendo che il doposcuola non è stato attivato e gli armadietti non sono ancora disponibili. La maggioranza ribadisce infine l’intenzione di proseguire il lavoro per individuare soluzioni sostenibili, mentre la minoranza mantiene il tema tra quelli sottoposti all’attenzione dell’Amministrazione attraverso le interpellanze.