La Giunta comunale di Busto Arsizio ha approvato l’avviso pubblico per assegnare in concessione una porzione dell’immobile che ospita il Museo del Tessile. La decisione, assunta nella seduta di venerdì 16 settembre 2026, riguarda la possibilità di insediare negli spazi individuati un’attività di somministrazione di alimenti e bevande.
L’obiettivo è mettere a disposizione dei visitatori e della cittadinanza un punto di ristoro all’interno del complesso museale. L’affidamento avverrà attraverso una gara a evidenza pubblica, alla quale potranno partecipare privati e operatori interessati alla gestione del futuro esercizio.
Vincoli per la gestione del locale
La concessione sarà regolata da precise condizioni, legate alla natura storica e culturale dell’edificio. Il gestore dovrà coordinare i giorni e gli orari di apertura dell’attività con quelli del museo, così da garantire una presenza coerente con il calendario delle attività culturali e con l’accesso del pubblico al polo.
Tra gli obblighi previsti dal bando figura anche la garanzia di almeno cinque aperture straordinarie ogni anno. Il servizio dovrà essere attivo in occasione di manifestazioni ed eventi di particolare rilievo organizzati all’interno del complesso o nel parco cittadino circostante.
Integrazione con mostre ed eventi
Le condizioni inserite nell’avviso puntano a mantenere separati, ma compatibili, il servizio di ristoro e le funzioni culturali del museo. L’attività dovrà essere organizzata riducendo al minimo disturbi e interferenze con le mostre, le visite guidate e gli appuntamenti culturali ospitati nella struttura.
La proposta è stata presentata dall’assessore Alessandro Folegani e approvata dall’esecutivo cittadino. Il futuro esercizio commerciale sarà quindi chiamato a operare in rapporto con il calendario del Museo del Tessile e con le iniziative che coinvolgono gli spazi esterni, compresa l’area verde del parco.
Per l’amministrazione, l’inserimento del punto di somministrazione rappresenta un intervento destinato a rendere più fruibile il complesso comunale, affiancando ai servizi culturali una nuova funzione di accoglienza. La scelta definitiva dipenderà dall’esito della procedura pubblica e dalle offerte presentate dai soggetti interessati.