Ricordo e impegno

Inaugurata mostra su Giovanni Borghi alle Corti di Varese

Il centro commerciale celebra il 50° anniversario dalla scomparsa dell'imprenditore che rivoluzionò il settore degli elettrodomestici.

Il centro commerciale Le Corti di Varese ha inaugurato oggi una mostra dedicata ai 50 anni dalla scomparsa di Giovanni Borghi, l’imprenditore che con la sua azienda Ignis ha cambiato il modo di vivere le case degli italiani. L’iniziativa si inserisce in un percorso culturale che ha visto il centro commerciale ospitare, negli ultimi anni, esposizioni significative, come quella sui 100 anni dell’autostrada e sulla storia delle Olimpiadi invernali, che ha riscosso un buon successo di pubblico.

Alla presentazione era presente il figlio, Guido Borghi, che ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa nel ricordare un periodo storico di grande slancio per l’Italia, un’epoca in cui il Paese aveva ambizioni internazionali di primo piano. Guido ha evidenziato come suo padre fosse tra gli artefici di quella stagione, non solo per i successi imprenditoriali, ma soprattutto per il suo impegno nel garantire occupazione ai lavoratori delle sue fabbriche, i cui prodotti hanno portato il marchio made in Varese nel mondo.

Riflessioni sul lavoro e la pallacanestro

Guido Borghi ha voluto mettere l’accento sul valore del lavoro, descrivendo come fosse il pensiero costante di suo padre. Pur esprimendo rispetto per le scelte gestionali altrui, ha manifestato l’auspicio di rivedere in città una pallacanestro capace di tornare ai fasti delle origini, sottolineando l’importanza di non tradire quella tradizione.

Il discorso si è poi spostato sull’attualità, con un passaggio sulla vicenda dell’ex Whirlpool. Borghi ha usato parole dure, imputando alla politica di allora la mancata difesa di un’azienda che era seconda al mondo nel settore degli elettrodomestici, dietro solo agli Stati Uniti. Ha osservato che il mercato americano era privo delle barriere che invece frammentavano l’Europa, e ha aggiunto che quella miopia ha aperto la strada alla delocalizzazione delle produzioni e delle tecnologie, con la conseguente perdita di lavoro per operai, impiegati e dirigenti del territorio.