Dipendenze

A Castronno Simone Feder racconta l’umanità a Rogoredo

Il volume intreccia testimonianze, volontariato e riflessioni sull’accoglienza delle persone fragili.

A Castronno Simone Feder racconta l’umanità a Rogoredo

Simone Feder presenta a Castronno il suo libro Nel bosco di Rogoredo. L’altra faccia di Milano, pubblicato da Zolfo Editore. L’incontro è in programma giovedì 22 ottobre 2026 alle 21, negli spazi di Materia Spazio Libero, in via Confalonieri 5. Al centro del volume ci sono le persone più fragili, le dipendenze e il rapporto tra disagio, comunità e accoglienza.

Il libro è articolato in tre parti. La prima ricostruisce il contesto che ha portato il bosco di Rogoredo a diventare uno dei luoghi più noti dello spaccio e del consumo di sostanze. Feder ripercorre l’evoluzione delle droghe, dall’eroina alle nuove sostanze, collocando la vicenda nella storia della periferia milanese e delle sue contraddizioni, tra servizi, assenze e responsabilità.

Le storie oltre gli stereotipi

La seconda parte raccoglie le storie di chi attraversa il bosco o vi rimane intrappolato. Adolescenti, madri alla ricerca dei figli, uomini e donne segnati dalla dipendenza e persone impegnate a uscire da quella condizione vengono raccontati attraverso nomi, biografie e sentimenti, oltre le statistiche e la cronaca delle operazioni di polizia.

Tra le figure descritte c’è Marina, conosciuta come la zia del bosco, diventata un punto di riferimento per molte persone e anche per i volontari. Nel libro compaiono inoltre Diego, Sara, Serena, Massimo, Davide, Sofia, Richard e Miriam. Le loro vicende mostrano percorsi diversi, fatti di tentativi, arretramenti e possibilità di cambiamento, e mettono in discussione l’etichetta generica di tossicodipendente.

Feder racconta anche la propria esperienza. Dal marzo 2017, ogni mercoledì entra nel bosco insieme ai volontari, dopo essere stato invitato dalla figlia a osservare più da vicino ciò che stava accadendo in quel luogo. Il suo approccio non è quello dell’eroe che possiede soluzioni definitive: il volume dà spazio ai dubbi, alla fatica, agli errori e alla difficoltà di aiutare persone che vivono situazioni estreme.

Restare accanto alle fragilità

La terza parte, intitolata Restare, affronta il tema degli interventi possibili. Il testo richiama la riduzione del danno, il lavoro di prossimità, le stanze del consumo controllato e la necessità di servizi capaci di costruire fiducia e garantire continuità. L’autore sottolinea che il cambiamento non segue un percorso lineare e che una ricaduta non coincide necessariamente con un fallimento definitivo.

Il rifiuto dello stigma è uno dei temi centrali dell’opera. Secondo Feder, l’accoglienza e il rispetto devono iniziare dal primo contatto, senza subordinare la dignità della persona ai risultati raggiunti o alla promessa di cambiare. La parola irrecuperabile diventa così il simbolo di un giudizio che chiude ogni possibilità e impedisce di riconoscere la complessità delle singole storie.

Il bosco di Rogoredo viene infine presentato come una metafora delle comunità e delle vite invisibili. La riflessione si sposta dal luogo concreto alle responsabilità di chi incontra la sofferenza degli altri, chiedendo di superare pregiudizi, indifferenza e semplificazioni. La gentilezza evocata nel libro non è soltanto una forma di buona educazione, ma una scelta che richiede tempo, presenza e disponibilità a restare.

Durante l’appuntamento di Castronno, Feder discuterà del volume, dell’esperienza maturata a Rogoredo, del disagio giovanile e del ruolo delle comunità nell’accoglienza delle persone fragili. Le informazioni e le iscrizioni all’incontro sono disponibili su Eventbrite.