Istruzione e futuro

A Castronno il confronto su scuola e intelligenza artificiale

Docenti analizzano rischi, opportunità e ruolo del pensiero critico.

A Castronno il confronto su scuola e intelligenza artificiale

Scuola e intelligenza artificiale saranno al centro dell’incontro "Crescere qui. Ragazzi, scuola e intelligenza artificiale", promosso da Confartigianato Imprese Varese e in programma giovedì 29 ottobre a Materia, lo spazio di VareseNews a Castronno. Il confronto partirà dall’ingresso ormai concreto degli strumenti di AI nelle aule, nello studio e nelle abitudini quotidiane degli studenti.

Il tema non riguarda soltanto la capacità di utilizzare una nuova tecnologia. La questione centrale è capire come cambino il modo di pensare, scegliere e costruire conoscenza quando una macchina può produrre in pochi secondi risposte, testi e sintesi. Tra i partecipanti ci saranno Sara Bartolini, responsabile della comunicazione corporate e delle relazioni esterne e istituzionali di Confartigianato Imprese Varese, Luca Mari, docente dell’Università Cattolica ed esperto di intelligenza artificiale, Cristina Boracchi, filosofa, già dirigente del liceo Crespi di Busto Arsizio e direttrice di FilosofArti, Nicola Zanardi, fondatore di Hublab e ideatore della Milano Digital Week, e Daniele Marzagalli, dirigente dell’istituto Newton di Varese.

Il ruolo del pensiero critico

Secondo Boracchi, l’intelligenza artificiale può offrire informazioni utili, ma richiede la capacità di approfondire e confrontare le fonti. La tecnologia tende infatti a restituire contenuti costruiti sulla base di ciò che è mediamente presente in rete, con il rischio di rafforzare risposte e punti di vista poco originali. Per questo, ha spiegato la filosofa, l’impiego dell’AI dovrebbe essere accompagnato da un costante esercizio di valutazione.

In ambito scolastico, l’obiettivo non sarebbe quindi ridurre la fatica dello studio, della riflessione e dell’errore, ma insegnare a usare lo strumento in modo consapevole. Boracchi richiama la necessità di lavorare sul pensiero critico, sulla ricerca delle fonti e sul discernimento dei contenuti, sviluppando anche una conoscenza del funzionamento e del linguaggio dei sistemi artificiali. Questo percorso, secondo l’intervistata, dovrebbe essere integrato nelle diverse discipline e non affidato soltanto a un corso separato.

Apprendimento e futuro del lavoro

Un altro nodo riguarda il rapporto tra AI e studio autonomo. Nel corso dell’intervista viene citato un monitoraggio secondo cui il 24% degli studenti ritiene che l’intelligenza artificiale non sostituisca lo studio individuale. L’obiettivo indicato da Boracchi è aumentare questa percentuale, mantenendo centrale il ruolo dell’impegno personale anche mentre cambiano gli strumenti disponibili.

La tecnologia potrebbe, allo stesso tempo, contribuire a personalizzare i percorsi di apprendimento, sostenere gli studenti in difficoltà e valorizzare le eccellenze. Il cambiamento investe anche il mercato del lavoro e, come accaduto con altre rivoluzioni tecnologiche, può modificare competenze e organizzazione delle attività. La scuola è dunque chiamata a preparare i ragazzi non soltanto all’uso pratico dell’AI, ma alla comprensione delle sue conseguenze e alla capacità di orientarsi tra opportunità, limiti e responsabilità.

Nel confronto di Materia sarà affrontato anche il lessico utilizzato per descrivere questi sistemi. Boracchi considera significativa la distinzione tra umano e artificiale contenuta nell’espressione "intelligenza artificiale" e ritiene più aderente parlare di macchine capaci di apprendere. Al di là delle definizioni, il punto resta la relazione tra persone, conoscenza e strumenti tecnologici, con l’esigenza di non affidare alle risposte automatiche il compito di sostituire la capacità di porsi domande.