Ogni giorno i verificatori di Autolinee Varesine salgono sugli autobus urbani ed extraurbani sapendo di poter affrontare insulti, minacce e, in alcuni casi, aggressioni fisiche. A raccontare le difficoltà del lavoro sono Antonio Marangiolo, responsabile dei verificatori, e Gianluca Ribolzi, responsabile dell’ufficio Sanzioni. Il loro compito è controllare biglietti e abbonamenti, ma il rapporto con i passeggeri è diventato più complesso e conflittuale.
Secondo i due responsabili, le tensioni si verificano praticamente ogni giorno e non riguardano soltanto chi viaggia senza titolo di viaggio. Anche passeggeri in regola possono reagire male a un controllo, soprattutto quando hanno fretta di raggiungere il treno. In diverse occasioni gli operatori hanno dovuto chiamare le forze dell’ordine. Il problema, spiegano, non è legato a una specifica categoria sociale: tra chi insulta o minaccia ci sono anche studenti e persone dalle quali non ci si aspetterebbe una simile reazione.
Guardie giurate e strumenti di tutela
Per aumentare la sicurezza percepita a bordo, l’Agenzia del Trasporto pubblico locale ha finanziato per sei mesi la presenza di due guardie giurate. Una ha già iniziato il servizio, mentre la seconda dovrebbe entrare in attività a breve. Saranno impiegate per tre giorni alla settimana, insieme nei momenti più delicati oppure distribuite su più giornate. Il loro compito non sarà aiutare a elevare le sanzioni, ma tutelare passeggeri e operatori.
In precedenza era stato ipotizzato un progetto pilota sulla linea N20, tra Varese e Sesto Calende, con la partecipazione delle Polizie locali dei Comuni attraversati. L’idea prevedeva la salita di una pattuglia a una fermata e la discesa a quella successiva, anche soltanto come deterrente. Il progetto non è però partito. I verificatori utilizzano inoltre bodycam per ricostruire le contestazioni e, da circa un anno, dispongono di spray al peperoncino, autorizzato ma non utilizzabile all’interno dell’autobus.
Sanzioni e situazioni di tensione
Nel corso dell’ultimo anno sono stati elevati circa 7.100 verbali sulle linee urbane ed extraurbane. Il 33 per cento non viene pagato subito o entro i primi sessanta giorni, entrando così nella procedura di recupero del credito. Secondo i responsabili, circa il 90 per cento delle sanzioni avviate a recupero viene infine chiuso. L’importo può aumentare sensibilmente: dai 30 euro pagabili a bordo si passa alla sanzione piena, fino ad arrivare, con l’intervento dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, a interessi e spese aggiuntive.
L’obiettivo dichiarato, tuttavia, non è aumentare gli incassi, ma educare al pagamento del biglietto. I verificatori sottolineano di dover valutare anche le situazioni personali, come quelle di persone senza dimora o anziani in difficoltà, mantenendo però un criterio di equità nei controlli. L’evasione complessiva viene stimata intorno al 12 per cento e la maggioranza dei passeggeri, riferiscono, viaggia regolarmente e si comporta in modo civile.
Tra gli episodi più gravi ricordati nell’intervista c’è quello avvenuto su un autobus diretto verso Luino, quando un giovane verificatore fu spinto fuori dal mezzo e alcuni colleghi rischiarono di essere colpiti con un sasso e un mattone. In un altro caso un operatore venne trascinato verso l’uscita da un gruppo di ragazzi. Le minacce proseguono talvolta anche dopo il controllo e arrivano a riguardare la vita privata degli addetti.
I verificatori lavorano normalmente in gruppi di due, tre o quattro persone. Sono complessivamente dieci e si spostano a piedi o con i mezzi pubblici, coprendo l’intero territorio servito dall’azienda. Il periodo più impegnativo è settembre, con la riapertura delle scuole. Proprio tra gli studenti delle superiori, però, nell’ultimo anno sono stati registrati miglioramenti: in alcuni plessi i verbali sono scesi da trenta o quaranta a controllo a sette, otto o dieci su circa 1.500 ragazzi.
Accanto agli episodi di violenza non mancano comportamenti solidali. Alcuni passeggeri difendono gli operatori o si offrono di pagare la sanzione a chi si trova in difficoltà. Sulla N20, raccontano, una passeggera con un abbonamento attivo da 42 anni interviene spesso per richiamare chi si comporta male. Sono gesti che, per chi svolge quotidianamente questo lavoro, rappresentano un segnale di rispetto in un contesto sempre più difficile.