Tributo a un grande libraio

Addio a Eligio Pontiggia, storico libraio di Varese

È scomparso Eligio Pontiggia, l'ultimo titolare della storica libreria di corso Aldo Moro, simbolo di cultura e passione per i libri.

Addio a Eligio Pontiggia, storico libraio di Varese

È morto Eligio Pontiggia, per generazioni di varesini semplicemente “il signor Eligio”. Con lui se ne va l’ultimo titolare della storica libreria di corso Aldo Moro, che ha portato il nome della sua famiglia per oltre un secolo e che il 4 gennaio 2008 divenne una Libreria Feltrinelli. La sua era considerata una delle migliori librerie d’Italia, ma la modestia era il suo tratto distintivo. Chi è entrato in quel negozio ricorda un uomo che si affiancava al cliente con voce bassa, senza mai mettersi davanti al libro che stava consigliando.

La storia della libreria

La storia comincia alla fine dell’800, quando il nonno Marco Pontiggia, brianzolo, rileva una cartoleria-libreria in piazza Porcari, l’attuale piazza Monte Grappa. Poi venne il padre Antonio (1892-1981), che nel 1934 trasferì il negozio in corso Roma, dal 1979 in corso Aldo Moro. La madre, Elsa Minola Cattaneo, figlia di un avvocato varesino, impresse al negozio un cambio di velocità: una donna di grandi decisioni, severa con gli altri e con se stessa. Eligio entrò ufficialmente in società con il padre nel 1964, e dal 1982 fu titolare a tutti gli effetti della “Marco Pontiggia di Eligio Pontiggia & C. snc”.

Classe 1936, Eligio studiò fino alla quinta ginnasio, ebbe come insegnante Dante Isella, che sarebbe poi tornato in libreria da cliente. La famiglia abitava sopra il negozio e lui, da ragazzo, amava tutto di quello spazio, compreso l’odore della carta stampata. I fratelli presero altre strade: Giovanna insegnante di Lettere, Marco neurologo all’ospedale di Circolo. Al posto della scuola scelse i viaggi, trascorrendo le estati in Inghilterra e più tardi a New York, per portare il mondo dei libri a Varese.

Un punto di riferimento culturale

Eligio divenne un libraio con le competenze di un bibliotecario, capace di procurare qualunque titolo, con una schedatura arrivata a 400mila voci che cresceva di 20-24mila all’anno. Tra i suoi frequentatori si annoverano nomi illustri come Piero Chiara, Dante Isella, Guido Morselli, Renato Guttuso, Giuseppe Pederiali, Andrea Vitali e Marta Morazzoni. Negli anni Ottanta fu tra i protagonisti delle prime bancarelle sotto i portici e, nell’89, dell’esperienza del Premio Chiara sotto i tendoni in piazza, iniziative che fecero da volano in una città che fino ad allora varcava la soglia di una libreria con timore reverenziale.

La cessione della libreria avvenne per ragioni di mercato e di successione. Nel 2007 spiegò che il servizio offerto un tempo non era più sostenibile sui costi e che era cambiato il rapporto con i clienti, sempre più abituati a scegliere da soli. Ma sul chi non transigeva: «Chiudere la libreria mi sembrava una vigliaccata nei confronti della mia Varese – disse a VareseNews il giorno del passaggio – e quindi non potevo permettere che qui entrasse un qualunque mutandaio. Questa doveva rimanere una libreria e io ho scelto i migliori». In nove ore la squadra Feltrinelli catalogò con le penne ottiche quasi 60mila volumi. «Io ero un artigiano, adesso c’è l’industria», commentò lui.