Festival insubrico

A Viggiù va in scena Biancaluna, fiaba tra burattini e pupazzi

Il 29 novembre appuntamento alle 16 al Baraggia con la compagnia Roggero e una trama ispirata alla tradizione siciliana.

A Viggiù va in scena Biancaluna, fiaba tra burattini e pupazzi

Il 29 novembre 2026, alle ore 16, il Teatro Baraggia di Viggiù ospiterà lo spettacolo Biancaluna, proposto dalla compagnia Roggero nell’ambito del Festival Terra e Laghi. L’appuntamento rientra nel programma della rassegna diretta artisticamente da Silvia Priori, che porta produzioni teatrali in diversi comuni dell’area insubrica.

La storia prende spunto da una fiaba popolare siciliana e ha per protagonista Biancaluna, una principessa capricciosa e viziata che desidera sposarsi a ogni costo. Il padre, il Re, considera anche questa scelta l’ennesimo capriccio della figlia e si oppone alle sue intenzioni. Nella vicenda interviene inoltre il Diavolo, deciso a seminare odio all’interno della famiglia.

Accanto alla principessa si muove Arturo, un simpatico sorcetto che vive in una baracca costruita con pentole e vecchi rottami. Il suo ruolo si intreccia con quello degli altri personaggi fino a condurre la storia verso il matrimonio di Biancaluna, lasciando aperta la domanda sull’identità del futuro sposo.

Tra pupazzi, burattini e marionette

Lo spettacolo unisce pupazzi, burattini a guanto e marionette bunraku, utilizzando tecniche diverse per accompagnare lo sviluppo della narrazione. Testo, musiche, scenografie, burattini e pupazzi sono firmati da Gabriella Roggero e Giorgio Rizzi. In scena saranno presenti Gabriella Roggero e Metello Faganelli.

La produzione affianca elementi di innovazione a forme della tradizione, con una successione di colpi di scena e immagini ispirate al linguaggio simbolico delle fiabe. La rappresentazione è rivolta a tutta la cittadinanza e propone, attraverso il racconto fantastico, temi legati ai rapporti familiari, ai desideri individuali e alle conseguenze delle scelte.

Il ventennale di Terra e Laghi

La rassegna celebra quest’anno vent’anni di attività con l’edizione intitolata Geografie del possibile. Il programma si sviluppa da maggio a novembre e coinvolge 44 comuni, con 85 spettacoli distribuiti nell’arco di sette mesi. Secondo i dati diffusi dagli organizzatori, il pubblico complessivo delle diverse edizioni ha sfiorato le 300mila presenze.

Nato come progetto tra dieci comuni dell’Insubria, il festival si è esteso a realtà della Lombardia, del Piemonte, del Canton Ticino e della Macroregione alpina, creando una rete che comprende oltre cento enti pubblici e privati. La rassegna è sostenuta, tra gli altri, dal Ministero della Cultura, da Regione Lombardia, Regio Insubrica, Fondazione Cariplo e Fondazione Comunitaria del Varesotto, oltre che dai comuni coinvolti.