Salute mentale

Prevenire il suicidio: l’importanza di ascoltare chi soffre

L’associazione invita a riconoscere isolamento e fragilità; linea telefonica disponibile senza interruzioni.

Prevenire il suicidio: l’importanza di ascoltare chi soffre

In occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, in calendario il 10 settembre, Telefono Amico CEVITA richiama l’attenzione sul valore dell’ascolto per le persone che vivono una condizione di sofferenza psicologica. L’associazione varesina sottolinea la necessità di rompere l’isolamento e di offrire una presenza empatica, senza giudizi né semplificazioni.

Il peso dell’isolamento

Secondo il centro d’ascolto, i pensieri legati al gesto estremo raramente sono riconducibili a un solo episodio. Possono invece maturare dall’accumulo di fragilità, solitudine, difficoltà economiche, lutti e traumi. In situazioni di questo tipo, l’idea di dover affrontare tutto da soli può aumentare il senso di chiusura, mentre chiedere aiuto può consentire di individuare nuove possibilità.

Il ruolo dei volontari consiste nell’offrire un contatto costante e tutelato, capace di accogliere il dolore senza minimizzarlo. L’associazione invita a evitare espressioni di circostanza come devi reagire e a lasciare spazio a un ascolto attento, anche attraverso domande dirette e non giudicanti. Riconoscere i segnali di sofferenza e mantenere aperto il dialogo viene indicato come un passaggio importante della prevenzione.

I canali per chiedere aiuto

Telefono Amico CEVITA segnala che la linea telefonica risponde al numero 02 99 777, tutti i giorni, 24 ore su 24. Sono inoltre disponibili i contatti attraverso la chat e la posta elettronica del portale telefonoamicocevita.it, strumenti rivolti a chi desidera parlare della propria condizione in un contesto di ascolto riservato.

In presenza di un rischio immediato, il centro raccomanda di non affrontare la situazione da soli: occorre contattare tempestivamente i servizi di emergenza e restare accanto alla persona coinvolta. La prevenzione, ribadisce l’associazione, passa anche dalla capacità della comunità di fare una domanda sincera e di offrire un primo contatto a chi si sente isolato. Una telefonata può interrompere il silenzio e favorire l’accesso a un aiuto adeguato.