Hockey d’altri tempi

Jim Corsi, il ritorno del portiere che fece la storia

A 72 anni, l’ex campione accompagna i giovani universitari canadesi nella sfida amichevole sul ghiaccio.

Jim Corsi, il ritorno del portiere che fece la storia

Jim Corsi è tornato a Varese e, all’Acinque Ice Arena, si muove con la naturalezza di chi non se n’è mai andato. Il portiere canadese, protagonista dei due scudetti conquistati dai Mastini nel 1987 e nel 1989, ha ritrovato amici, tifosi e un ambiente che lo considera ancora una figura centrale della propria storia sportiva.

Corsi si trova in città con la squadra della Concordia University di Montréal, l’ateneo dove ha studiato e per il quale oggi svolge il ruolo di goalie coach. La formazione canadese è impegnata in un tour tra Svizzera e Italia e domenica alle 19.30 affronterà i Mastini in un’amichevole. Non è esclusa la possibilità che l’ex portiere possa rimettere i pattini per un breve giro d’onore, davanti a un pubblico che non ha mai dimenticato le sue imprese.

Il legame con Varese

A 72 anni, Corsi conserva un rapporto molto forte con la città. Ha ricordato la Varese degli anni in cui i Mastini puntavano a vincere ogni partita e crescevano insieme al sostegno del territorio. Il portiere ha rievocato anche la semifinale del 1985 contro il Bolzano, chiusa ai rigori dopo una gara che, a suo giudizio, la squadra avrebbe potuto superare senza la ripetizione della bella. Due anni più tardi arrivò il primo titolo, seguito dal secondo nel 1989.

La sua esperienza va oltre il campionato italiano. Corsi ha ricordato le partite disputate ai Mondiali in Finlandia, quando difendeva la porta della nazionale, e le sfide contro Canada e Stati Uniti. Tra i momenti più significativi della carriera ha citato anche le parate contro Wayne Gretzky, considerato uno dei più grandi giocatori della storia dell’hockey. Ancora oggi segue i Mastini da Montréal grazie ai contatti con alcuni degli amici e compagni delle sue stagioni varesine.

Il lavoro con i giovani

Il rapporto con la Concordia University rappresenta per Corsi un modo per restare vicino al ghiaccio e trasmettere esperienza alle nuove generazioni. Il coach Marc-André Élément lo ha definito un mentore e ha spiegato che la squadra è in una fase di crescita, con 16 nuovi giocatori. Anche Matteo Cesarini, che ha contribuito a organizzare la permanenza della formazione canadese, auspica che il collegamento con l’università possa diventare stabile e favorire in futuro scambi e confronti sui metodi di allenamento.

Nel corso dell’intervista, Corsi ha parlato anche della propria famiglia, delle origini italiane legate a Roma e della scelta dell’hockey dopo gli inizi nel calcio. Ha spiegato di aver sempre privilegiato lo studio e la famiglia al di fuori dello sport. Ai giovani che vogliono intraprendere la carriera da hockeisti ha lasciato un messaggio semplice: lavorare con impegno e non arrendersi quando arrivano le difficoltà.

Il suo legame con Varese è stato rafforzato anche dall’onore di aver portato la fiaccola olimpica lo scorso gennaio. Alla fine dell’incontro, l’abbraccio con Roberto Blumer, presidente dei Mastini dell’epoca dei grandi successi, ha riassunto in pochi istanti il valore di una storia condivisa tra un atleta e la città che lo ha adottato.