In provincia di Varese il patrimonio abitativo conta 492mila abitazioni, a fronte di circa 395mila famiglie. Il dato indica una disponibilità residenziale più ampia rispetto al numero dei nuclei presenti, ma non coincide automaticamente con il numero delle case realmente vuote. Secondo la fotografia elaborata dal Cresme, il 69% degli immobili risulta occupato.
Nel conteggio rientrano infatti seconde case, abitazioni utilizzate da persone non residenti, alloggi destinati all’attività turistica e immobili in vendita in attesa di un acquirente. La distribuzione è inoltre molto diseguale tra i diversi comuni. Il 77% del patrimonio residenziale è costituito da abitazioni di proprietà, il 17% da alloggi in affitto, mentre la quota restante comprende altre forme di utilizzo.
Le differenze tra i comuni
La geografia dell’abitare presenta divari marcati. A Curiglia con Monteviasco, località montana caratterizzata da difficoltà di accessibilità, la quota di abitazioni non occupate arriva al 79%. A Cislago, invece, si ferma al 15%. Per il Cresme, il dato complessivo della provincia deve quindi essere scomposto per comprendere meglio sia i fabbisogni sia le potenzialità del patrimonio esistente.
La domanda è sostenuta dalle famiglie, che continuano ad aumentare pur diventando mediamente più piccole. Nel 2025 le compravendite residenziali sono state 14.371. Nel capoluogo gli scambi hanno raggiunto quota 1.344, mentre nell’arco di dieci anni è passato di mano circa il 35% dello stock abitativo. Tra il 2011 e il 2025 le compravendite nella provincia sono cresciute di oltre il 150%.
Prezzi, affitti e immobili produttivi
La stima del Cresme indica un prezzo medio di circa 1.640 euro al metro quadrato e un canone di 6,9 euro al metro quadrato al mese. Dal 2019 gli affitti sono aumentati più dei prezzi di vendita, una dinamica che rende più difficile l’accesso alla casa soprattutto per chi non possiede un’abitazione.
Il quadro comprende anche il comparto non residenziale, con circa 62mila unità immobiliari. Gli immobili destinati alla produzione rappresentano quasi il 29% dello stock non residenziale, confermando la caratterizzazione industriale del territorio. Ne emerge una provincia con un patrimonio consistente, ma distribuito in modo non uniforme, e con 136 comuni che esprimono mercati immobiliari profondamente diversi.