Capolago è stato al centro del nono incontro del percorso di ascolto dedicato ai quartieri, promosso nell’ambito del progetto Cosa sarà — Voci che disegnano Varese tra passato e futuro. La serata ha coinvolto residenti storici, rappresentanti delle associazioni locali e giovani impegnati nelle attività del rione, che fa parte del Consiglio di Quartiere numero 10 insieme a Conca d’Oro, Bellavista-Loreto, Cartabbia e Novellina.
Dal confronto è emersa l’immagine di un borgo ancora caratterizzato da rapporti di vicinato e da un’identità riconoscibile, ma anche la percezione di essere rimasto ai margini della città. Gli abitanti descrivono un luogo dove ci si conosce e si vive bene, pur segnalando il progressivo svuotamento degli spazi che in passato sostenevano la vita comunitaria.
Le associazioni tengono viva la comunità
La chiusura della scuola elementare e dell’oratorio ha ridotto le occasioni di incontro, ma a Capolago continua a operare una rete associativa considerata dai residenti un argine allo spopolamento sociale. Ne fanno parte la banda musicale, fondata nel 1925, il gruppo locale degli Alpini e la cooperativa del paese. Insieme organizzano la festa di fine maggio dedicata alla Santissima Trinità, con la tradizionale risottata, mentre durante l’anno vengono proposte altre iniziative, tra cui la festa degli Alpini nel mese di luglio.
Il circolo e le associazioni storiche mantengono un rapporto stretto con gli abitanti. La sera restano attivi gruppi di frequentatori abituali e, durante l’estate, la vita sociale si concentra soprattutto nei fine settimana. Un possibile punto di ripartenza è rappresentato dal recupero dell’ex scuola: grazie a un bando del Comune, diverse realtà locali hanno unito le forze per trasformare l’edificio in un nuovo spazio di aggregazione, soprattutto per i giovani.
Strade, parcheggi e abbandono
Tra le criticità più evidenti sono state segnalate le condizioni della viabilità. I residenti lamentano buche diffuse, il mancato chiarimento sulla natura pubblica o privata di una strada e l’assenza di asfaltatura, da circa trent’anni, in via Torti e in un tratto di via del Gaggio. In via De Amicis, inoltre, la segnaletica dei passaggi pedonali sarebbe ormai poco visibile. Le richieste di installare rallentatori, riferiscono gli abitanti, sarebbero state respinte per la limitata larghezza della carreggiata.
Il problema indicato come più urgente riguarda però i parcheggi. I posti disponibili nel paese sarebbero pochi e l’area dietro al circolo, utilizzata anche per eventi e serate, si riempirebbe rapidamente. In queste occasioni alcuni veicoli vengono lasciati lungo le strade, davanti ai cancelli o in doppia fila. Un’altra segnalazione riguarda gli scarichi abusivi in via del Porticciolo e nell’area del cimitero, dove i residenti riferiscono anche furti periodici di elementi in bronzo e statue. L’installazione di fototrappole o telecamere sarebbe stata più volte respinta dal Comune.
Nel corso dell’incontro è stata richiamata anche la perdita di altri punti di riferimento, come la parrocchia con oratorio organizzato e il medico di paese. Gli abitanti indicano inoltre l’area agricola dismessa, un tempo sede di un’azienda florovivaistica, come un elemento di degrado visibile a chi arriva nel rione. Una situazione analoga viene attribuita al nucleo della Novellina, considerato in progressivo abbandono.
Le proposte per il rilancio
Tra le soluzioni avanzate figurano la realizzazione di nuovi parcheggi, l’installazione di sistemi di videosorveglianza nei punti più esposti agli abbandoni, l’asfaltatura delle vie danneggiate e la messa in sicurezza di via De Amicis. Sul piano urbanistico, i residenti chiedono di favorire il recupero dell’ex area florovivaistica attraverso varianti al PGT, prevedendo in cambio parcheggi o altri spazi utili al quartiere.
È stato proposto anche il recupero del nucleo della Novellina e la valorizzazione del centro storico, le cui origini monastiche risalirebbero al 1100, compreso il possibile ripristino della pavimentazione in sassi. Per la mobilità si valuta lo spostamento del capolinea degli autobus fuori dal centro storico, così da ridurre le difficoltà di manovra e migliorare la circolazione interna.
Gli abitanti chiedono infine una presenza più regolare dell’amministrazione nel quartiere, non limitata alla gestione delle singole segnalazioni, e procedure più semplici per organizzare eventi e manifestazioni. È emersa anche la necessità di coinvolgere maggiormente le famiglie straniere che vivono e lavorano nella zona, favorendo occasioni di incontro tra vecchi e nuovi residenti e contrastando il rischio di isolamento dei rioni.