Servizio idrico

Acquedotti, la provincia di Varese supera l’estate senza emergenze

Investimenti e reti interconnesse hanno ridotto il ricorso alle limitazioni dei consumi

Acquedotti, la provincia di Varese supera l’estate senza emergenze

Un’estate caratterizzata da temperature elevate, ondate di calore e precipitazioni scarse non ha prodotto una nuova crisi idrica nel Varesotto. Il bilancio tracciato da Alfa, gestore del servizio idrico provinciale, indica infatti un ricorso limitato alle ordinanze comunali per contenere i consumi e pochi interventi straordinari sugli impianti.

Il confronto più significativo è quello con il 2022, quando sul territorio cadde circa la metà della pioggia abituale e 38 Comuni furono costretti a introdurre limitazioni nell’uso dell’acqua. In quell’occasione, a Montegrino Valtravaglia, le autobotti rifornirono per diversi giorni i cittadini e alimentarono i serbatoi dell’acquedotto, in una delle situazioni più critiche registrate nella provincia.

Piogge inferiori alla media, ma reti più preparate

Prima delle precipitazioni del 20 agosto, la quantità di pioggia caduta quest’anno risultava inferiore del 21 per cento rispetto alla media storica. Il dato resta tuttavia migliore di quello del 2022, quando lo scostamento negativo aveva raggiunto il 40 per cento. In entrambi i periodi si è riproposta una caratteristica legata all’evoluzione del clima: le precipitazioni sono sempre più intense e concentrate in poche ore, con effetti limitati sulla ricarica immediata delle falde e delle sorgenti.

Secondo i dati forniti dal gestore, negli ultimi quattro anni Alfa ha investito 2,7 milioni di euro per aumentare l’efficienza e la resilienza delle reti nei 101 Comuni serviti. Per i prossimi anni sono inoltre previsti altri 10 milioni di euro di lavori, destinati a sostenere la continuità del servizio e la capacità degli acquedotti di affrontare periodi prolungati di caldo e siccità.

Collegamenti tra reti e nuove fonti

Gli interventi realizzati si sono concentrati soprattutto su due direttrici. La prima è la distrettualizzazione delle reti, con la suddivisione del territorio in ambiti omogenei sottoposti a monitoraggio per regolare le pressioni e individuare eventuali perdite. A questo si è aggiunta l’interconnessione tra acquedotti vicini, così da permettere a una rete in difficoltà di ricevere acqua da un altro sistema. A Montegrino Valtravaglia è stato completato il collegamento con la rete di Grantola.

La seconda linea di intervento ha riguardato la diversificazione delle fonti di approvvigionamento. Sono state riattivate e messe in sicurezza sorgenti nuove o inutilizzate da tempo. Il gestore ha inoltre eseguito lavori sulle due prese a lago: quella di Leggiuno, che preleva dal Lago Maggiore, e quella di Lavena Ponte Tresa, alimentata dal Ceresio.

Alfa ha avviato anche uno studio sulle prospettive delle sorgenti insieme all’Università di Milano e al Politecnico di Milano. La ricerca combina l’analisi geologica e la modellistica matematica per valutare gli effetti degli scenari climatici ritenuti più probabili e stimare quanta acqua le sorgenti potranno assicurare in futuro.