Diagnosi più precise, trattamenti personalizzati e integrazione tra ospedale e territorio sono stati al centro del congresso Tumore del polmone non a piccole cellule, dedicato ai percorsi di cura, all’innovazione e alla qualità della vita. L’incontro si è svolto al Centro Congressi Ville Ponti di Varese ed è stato promosso dall’Università degli Studi dell’Insubria e dall’Asst Sette Laghi.
La giornata ha riunito professionisti di diverse discipline per esaminare le principali evoluzioni nella diagnosi e nel trattamento del tumore del polmone non a piccole cellule, indicato con la sigla NSCLC. Si tratta di una patologia complessa, che richiede il contributo coordinato di competenze diverse e una presa in carico calibrata sulle caratteristiche di ciascun paziente.
Il confronto tra università e ospedale
I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali di Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia, inviati con una lettera, e degli organizzatori Andrea Imperatori, in rappresentanza dell’Università dell’Insubria, e Italo Dell’Oca. Sono intervenuti anche Adelina Salzillo, direttrice sanitaria dell’Asst Sette Laghi, Giuseppe Catanoso, direttore sanitario di Ats Insubria, e il consigliere regionale Emanuele Monti.
Il programma scientifico ha affrontato diversi aspetti dell’oncologia toracica: dall’imaging alla stadiazione della malattia, dalla caratterizzazione molecolare ai biomarcatori. Sono state inoltre esaminate le prospettive dell’immunoterapia e delle terapie a bersaglio molecolare, insieme all’impiego della chirurgia toracica mininvasiva e della radioterapia di precisione.
Qualità della vita e presa in carico
Una parte del congresso è stata dedicata alla dimensione assistenziale e alla qualità della vita. Il confronto ha riguardato il rapporto tra ospedale e territorio, la comunicazione con il paziente e i familiari, il supporto psicologico e il ruolo delle associazioni. Tra gli interventi, quelli di Cristiano Cantore, Michela Clerici, Eugenia Trotti e Adele Patrini, impegnati ad approfondire gli aspetti della presa in carico globale.
La giornata si è conclusa con una tavola rotonda sulla progettazione dei percorsi di cura, moderata dalla giornalista Sara Canali. Il confronto ha coinvolto professionisti sanitari sui rapporti tra evidenze scientifiche, organizzazione dei servizi e bisogni delle persone assistite.