L’ex stabilimento del Calzaturificio Martegani, in viale Trento Trieste a Tradate, si prepara a una nuova fase. L’edificio, legato alla storia industriale della città, ospiterà 155 Tradate, un progetto dedicato a iniziative culturali e creative negli ambiti dell’architettura, dell’arte e della musica.
L’apertura al pubblico avviene mentre sono ancora in corso i lavori di restauro e ristrutturazione. Il primo appuntamento sarà la mostra Enrico A. Griffini. Costruire modernamente, in programma dal 29 ottobre al 20 dicembre 2026. L’esposizione sarà allestita all’interno degli ambienti ancora interessati dal cantiere, trasformando anche le tracce del tempo e la fase di cambiamento dell’edificio in parte del percorso.
Dalla produzione industriale al riuso culturale
Il progetto è promosso da Titti Santini, fondatore di Ponderosa Music Records, con l’organizzazione e il coordinamento di Alessia Interlandi di in.circle. I lavori di recupero sono affidati all’architetto Giorgio Giani, mentre la direzione è curata da Lucio Giudici.
La storia dell’edificio risale al periodo compreso tra il 1942 e il 1943, quando l’architetto Enrico Agostino Griffini lo progettò per il marchio Koh-I-Noor. Lo stabile rappresenta uno degli esempi della sua attività nel settore industriale, caratterizzata dal tentativo di integrare razionalità, esigenze produttive, tecnica costruttiva e qualità formale.
Dal 1957 al 2001 gli spazi furono occupati dal Calzaturificio Romano Martegani 1891, azienda della manifattura italiana conosciuta anche all’estero. La nuova destinazione si inserisce quindi nel riutilizzo di un luogo che conserva la memoria dell’architettura moderna e quella del lavoro e della produzione che hanno segnato lo sviluppo economico di Tradate.
La mostra dedicata a Enrico Agostino Griffini
Curata dallo storico dell’architettura Massimiliano Savorra insieme all’architetta ed erede Valeria Griffini, la mostra ricostruisce il metodo progettuale di uno dei protagonisti del Razionalismo italiano. Il percorso comprende disegni, tavole costruttive, manuali, pubblicazioni, fotografie d’epoca, documenti di cantiere e materiali d’archivio riprodotti da originali conservati nell’Archivio Progetti dell’Università Iuav di Venezia.
Nato a Venezia nel 1887 e morto a Milano nel 1952, Griffini fu architetto, ingegnere, docente e autore di manuali. Dopo la formazione al Politecnico di Milano, partecipò al dibattito sull’architettura moderna e si confrontò con figure come Giuseppe Terragni, Adalberto Libera, Giuseppe Pagano, Piero Portaluppi e Giovanni Muzio. Tra i suoi lavori figurano il Palazzo dell’Arengario di Milano, oggi sede del Museo del Novecento, il Palazzo delle Assicurazioni Generali di via Manzoni e diversi progetti residenziali e industriali.
L’allestimento è firmato da Lola Ottolini, Matteo Andreoletti e Lucia Emma Avolio e dialoga con la natura provvisoria degli ambienti. Elementi ispirati al linguaggio del cantiere accompagnano il pubblico, mentre il blu costituisce il filo conduttore del percorso. La visita sarà possibile dal giovedì alla domenica, dalle 10 alle 16, con ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria tramite Eventbrite.