Memorie biancorosse

Roberto Gatti ritrova il passato nella sfida di Coppa

L’ex terzino ripercorre esordi, promozioni e incontri con grandi campioni prima del confronto in Coppa Italia

Roberto Gatti ritrova il passato nella sfida di Coppa

Roberto Gatti torna ad affrontare il Varese, la squadra che considera il punto più intenso della propria carriera. L’ex difensore, oggi allenatore della Solbiatese, guiderà la formazione nella sfida di Coppa Italia in programma domani alle 18 al Chinetti. Un confronto che riporta alla memoria gli anni vissuti al Franco Ossola, quando il calcio aveva stadi pieni, forti legami con il territorio e squadre costruite anche attraverso il settore giovanile.

Gatti arrivò a Varese nella stagione 1981-82, a 17 anni, dopo la formazione nel Barcanova di Torino. Fu scelto tra le alternative a disposizione e inserito nella Primavera allenata da Balestra. Il ricordo più vivido è legato ai primi oggetti ricevuti dal club: una borsa di pelle con lo stemma del Varese e un piccolo armadietto rosso con il suo nome. La domenica, dopo la partita della Primavera, i giovani calciatori seguivano la prima squadra al Franco Ossola, davanti a otto-diecimila spettatori.

Dalla Primavera alla prima squadra

Quella formazione giovanile raggiunse le finali nazionali e mise in mostra diversi calciatori destinati al professionismo. Gatti ricorda le sfide vinte contro le Primavera di Bologna, Torino e Milan, oltre ai confronti con giovani destinati a diventare protagonisti del calcio italiano. Secondo l’ex terzino, quel sistema permetteva ai ragazzi di crescere sul campo e di conquistare spazio grazie alle proprie qualità.

La promozione in prima squadra arrivò con il direttore sportivo Beppe Marotta, che gli fece firmare un contratto di cinque anni. L’esordio, racconta Gatti, avvenne contro la Triestina a Masnago, con il compito di marcare Ascagni. In seguito arrivarono le partite di Coppa Italia contro formazioni di primo piano: lo 0-0 con la Roma di Falcao, davanti a diecimila persone, e il 2-2 contro il Torino al Comunale, con i genitori sugli spalti. In quella gara Gatti si occupò di Giannini, allora giovane talento giallorosso, mentre contro la Lazio affrontò il difficile compito di seguire Laudrup.

Le promozioni e il ritorno in panchina

Il passaggio al Lugano fu determinato anche dalle difficoltà economiche del Varese, con i giocatori da mesi senza stipendio. In Svizzera Gatti conquistò una promozione in massima serie e successivamente ne ottenne un’altra con il Chiasso. Interruppe la carriera a 29 anni, dopo avere affrontato calciatori come Zamorano, Rummenigge, Tardelli e Antognoni.

Da allenatore ha costruito una lunga esperienza, con oltre dieci promozioni e due Coppe vinte. Alla Solbiatese è arrivato nella scorsa stagione, contribuendo alla vittoria dei playoff e al ritorno in Serie D dopo 15 anni. La società ha scelto di conservare gran parte della rosa, puntando sulla conoscenza reciproca e su un gruppo già collaudato. Tra le conferme c’è il portiere Chironi, mentre diversi giovani sono stati inseriti a centrocampo.

Gatti si aspetta una partita complicata contro il Varese, allenato da un tecnico che considera solido e capace di organizzare bene le proprie squadre. La Solbiatese, però, intende giocarsi le proprie possibilità e affrontare la gara con l’obiettivo di vincere. L’allenatore considera la nuova Serie D un campionato molto competitivo, con diverse società costruite per puntare alla promozione e numerose squadre impegnate nella corsa alla salvezza.