Servizi a domicilio

Esposto delle associazioni artigiane contro i servizi di bellezza a domicilio

Le associazioni artigiane chiedono controlli su una piattaforma che offre servizi di bellezza a domicilio, evidenziando rischi per la salute e la concorrenza sleale.

Esposto delle associazioni artigiane contro i servizi di bellezza a domicilio

Un portale online che permette di prenotare parrucchieri ed estetiste a domicilio è al centro di un esposto presentato dalle associazioni artigiane lombarde. Confartigianato, CNA, CLAAI e Casartigiani hanno depositato una segnalazione ai NAS dell’Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza e all’Agcom, richiedendo verifiche sul rispetto delle norme sanitarie, amministrative e fiscali.

L’iniziativa è frutto di un’azione congiunta delle organizzazioni datoriali che rappresentano le imprese del settore del benessere. L’obiettivo è tutelare le aziende che operano nel rispetto delle regole e contrastare il fenomeno dell’abusivismo, sempre più frequentemente promosso anche attraverso i social con prestazioni offerte direttamente al domicilio del cliente.

Normativa sui servizi a domicilio

Le associazioni evidenziano che la crescente domanda di servizi on demand e a domicilio indica un cambiamento nelle abitudini dei consumatori, suggerendo la necessità di un aggiornamento delle regole. Attualmente, le leggi di settore, insieme ai regolamenti regionali e comunali, stabiliscono che parrucchieri ed estetiste possano esercitare la professione solo dopo aver ottenuto l’abilitazione e all’interno di locali dotati di specifici requisiti igienico-sanitari, urbanistici ed edilizi, con la relativa Scia depositata presso il Comune.

Il servizio a domicilio è consentito solo in casi eccezionali, come malattia o impedimento fisico del cliente, oppure in occasione di cerimonie, spettacoli e sfilate di moda. In tutti gli altri casi, secondo le associazioni, l’attività viene svolta al di fuori delle modalità previste dalla normativa vigente.

Criticità e concorrenza sleale

L’esposto mette in luce diverse criticità sanitarie, in particolare per quanto riguarda la sterilizzazione degli strumenti, la gestione dei rifiuti speciali e la tracciabilità dei prodotti utilizzati. Inoltre, le associazioni segnalano un problema di concorrenza nei confronti delle migliaia di imprese regolari, che devono sostenere costi e adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro, antincendio, primo soccorso e imposizione fiscale.

La documentazione è stata inoltrata anche al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, a Regione Lombardia, all’Ats di Milano, alla Camera di Commercio e alla Polizia annonaria di Milano. Le associazioni chiedono controlli non solo sulle modalità di erogazione dei servizi, ma anche sulla regolarità delle attività promosse attraverso il portale e sugli eventuali rapporti con i professionisti coinvolti.

Maria Cristina Meroni, presidente di CNA Benessere Lombardia Nord-Ovest, ha dichiarato: “Questa denuncia rappresenta un atto di doverosa responsabilità sociale e civile. Chi opera nel rispetto delle leggi sostiene costi fissi ingenti per garantire l’igiene e la sicurezza pubblica. Non si può tollerare che piattaforme digitali operino in una zona grigia, generando concorrenza sleale e mettendo a rischio i consumatori”.

Meroni ha anche richiamato l’attenzione sul fenomeno degli annunci pubblicati sui social per promuovere servizi domiciliari, sottolineando che un’onicotecnica può guadagnare circa 35mila euro all’anno, mentre una dermopigmentista 132mila euro annui, tutto in nero. I costi di avvio di un’attività di estetica regolare si aggirano sui 50mila euro, mentre per un’abusiva si attestano tra 300 e 1.200 euro.

Rosario Ferraro, presidente dei parrucchieri di CNA Lombardia Nord-Ovest, ha aggiunto che l’esposto segnala un’attività organizzata e promossa da una società, evidenziando l’importanza della formazione e della sicurezza nel settore del benessere. Ha sottolineato che le azioni di salvaguardia verso realtà sempre più diffuse sono fondamentali per garantire una sana competizione tra le aziende che rispettano le regole.