In Lombardia, nel bel mezzo di un’estate caratterizzata da un’eccezionale carenza d’acqua, i Carabinieri Forestali hanno effettuato una campagna di controlli sui prelievi idrici, rivelando che uno su cinque è risultato irregolare. Tra il 15 e il 31 luglio 2026, sono state condotte 108 ispezioni su canali e punti di prelievo, accertando 22 illeciti amministrativi.
Questa iniziativa, attuata dai 69 Nuclei Carabinieri Forestali e dai 5 Nuclei Carabinieri Parco, è il risultato di un accordo triennale stipulato tra il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e la Regione Lombardia. Le violazioni riscontrate evidenziano una situazione allarmante che richiede un monitoraggio continuo, soprattutto in un contesto di siccità devastante che colpisce l’agricoltura locale e gli ecosistemi.
Tipologie di violazioni
I Carabinieri hanno passato al setaccio le aree principali del sistema idrico lombardo, comprese le famose acque alpine come i laghi di Garda, Como, Maggiore e Iseo, e fiumi cruciali come il Po, il Serio, l’Adda, l’Oglio e il Mincio. Tra le violazioni individuate, i prelievi abusivi veri e propri e la mancanza di contatori funzionanti o la loro installazione.
Il complessivo tasso di irregolarità si attesta al 20%, con sanzioni amministrative che raggiungono fino a 46.500 euro, cifra minima prevista per queste violazioni. È importante notare che per tali infrazioni legate al prelievo d’acqua non è previsto il pagamento in misura ridotta. Ora sarà l’autorità competente a determinare il risarcimento esatto che i trasgressori dovranno saldare.