Protesta studentesca

Protesta degli studenti durante l’orale di maturità negli istituti di Varese e Gallarate

Gli studenti contestano il modello di maturità e chiedono riforme significative.

Protesta degli studenti durante l’orale di maturità negli istituti di Varese e Gallarate

Un gesto di protesta si è manifestato durante l’Esame di Stato, un momento cruciale per gli studenti. Gli studenti e le studentesse del Liceo Cairoli e del Liceo Manzoni di Varese, insieme agli alunni dell’Istituto Ponti di Gallarate, hanno deciso di consegnare un documento alle commissioni d’esame, esprimendo le loro rivendicazioni e trasformando il colloquio orale in un’occasione di dissenso pubblico.

L’iniziativa, promossa dalla Rete degli Studenti Medi, si inserisce in una mobilitazione nazionale contro l’attuale modello di Esame di Stato. La scelta di consegnare un documento è stata motivata dalle nuove disposizioni ministeriali che hanno reso impossibile l’utilizzo della “scena muta” come forma di protesta. Secondo quanto riportato dall’organizzazione studentesca, in diversi casi le commissioni avrebbero rifiutato di mettere a verbale il testo presentato.

Critiche all’attuale maturità

Alla base della protesta c’è una critica profonda all’attuale maturità, che viene considerata sempre più simile a una maxi interrogazione. Gli studenti sostengono che questo modello premi lo studio mnemonico a discapito del pensiero critico e delle competenze acquisite nel corso dei cinque anni di studi. Inoltre, contestano il sorteggio delle quattro materie dell’orale, che può escludere discipline fondamentali per i vari indirizzi, e il peso eccessivo delle prove finali, che incidono per il 60% sulla valutazione complessiva.

Il documento presentato dagli studenti include anche altre richieste, come la revisione del Curriculum dello Studente, ritenuto penalizzante per chi ha minori possibilità economiche e di tempo, e un maggiore riconoscimento del benessere psicologico e del diritto al riposo. Viene inoltre richiesta una revisione dei PCTO, in particolare negli istituti tecnici, dove non sempre vengono percepiti come realmente formativi.

Richieste di riforma e ascolto

Le critiche si estendono anche alle tracce della prima prova, giudicate poco inclusive e non attuali. Gli studenti chiedono maggiore attenzione a temi rilevanti come l’intelligenza artificiale, la crisi climatica, il lavoro e le trasformazioni sociali. Infine, la protesta si concentra sul sistema di valutazione, con la convinzione che «un numero non può racchiudere il valore di una persona né quello di cinque anni di formazione».

La richiesta va oltre la riforma della maturità: gli studenti chiedono al Ministero di riaprire un confronto stabile con chi vive quotidianamente la scuola, sottolineando che il Forum delle Associazioni Studentesche non viene convocato da quasi due anni. Il gesto compiuto al Cairoli, al Manzoni e al Ponti rappresenta quindi un atto di ribellione pacifica e una richiesta politica chiara: costruire una scuola in cui gli studenti non siano solo valutati, ma anche ascoltati.