Vertenza occupazionale

Barco di Saronno, sciopero contro 71 posti a rischio

Le sigle chiedono garanzie per addetti diretti e somministrati dopo l’avvio della procedura di riduzione del personale.

Barco di Saronno, sciopero contro 71 posti a rischio

Le rappresentanze sindacali unitarie hanno proclamato per lunedì 2 novembre 2026 una giornata di mobilitazione allo stabilimento Barco di Saronno. La protesta prevede otto ore di sciopero e un presidio davanti ai cancelli dell’azienda, aperto anche alla cittadinanza. L’iniziativa è stata indetta insieme a Fim Cisl dei Laghi, Fiom Cgil Varese e Uilm Uil Varese.

Alla base della mobilitazione ci sono l’apertura di una procedura di licenziamento collettivo e il mancato rinnovo dei contratti per alcuni lavoratori in somministrazione. Secondo quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali, le decisioni riguarderebbero complessivamente 71 lavoratori, con possibili ricadute sulle rispettive famiglie e sul tessuto produttivo di Saronno.

Il programma della protesta

Lo sciopero coinvolgerà per otto ore il personale dello stabilimento. Il programma prevede alle 10 un’assemblea sindacale aperta a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori. Al termine è prevista una conferenza stampa davanti ai cancelli dell’azienda, dove le rappresentanze sindacali illustreranno le ragioni della mobilitazione e la situazione occupazionale.

La parte più consistente dei numeri indicati dai sindacati riguarda i 46 esuberi collegati alla procedura per il personale assunto a tempo indeterminato. A questi si aggiungono 25 lavoratori in somministrazione ai quali, secondo la denuncia delle sigle, non sarebbe stato rinnovato il contratto. Il conteggio complessivo viene quindi indicato in 71 posizioni coinvolte.

L’appello al territorio

Rsu, Fim, Fiom e Uilm contestano le scelte aziendali e sostengono che logiche economiche di breve periodo possano compromettere la continuità di una realtà produttiva considerata parte della storia industriale locale. Nel loro appello, le organizzazioni parlano del rischio di disperdere competenze e professionalità costruite nel corso di un secolo di attività.

Per questo la mobilitazione non è stata rivolta soltanto al personale della fabbrica. I sindacati hanno invitato cittadini, istituzioni e forze sociali a partecipare al presidio, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sulla vertenza e chiedere misure a tutela dell’occupazione. L’iniziativa si inserisce nel confronto sulla continuità produttiva e sul futuro dei lavoratori coinvolti a Saronno.