Il progetto per il recupero dell’area dell’ex Tessitura ha sollevato un acceso dibattito politico a Induno Olona. Il gruppo di minoranza Viviamo Induno Olona ha espresso forti riserve sul Programma integrato di intervento adottato dalla Giunta comunale, sollevando interrogativi sui reali vantaggi per la comunità.
Il piano urbanistico, denominato “AT 2: Ex Tessitura”, è stato adottato con una deliberazione del 29 giugno e riguarda un’area dismessa tra le vie Torino, Crespi e Jamoretti, situata in una posizione strategica tra la stazione ferroviaria e il comparto commerciale di via Porro. Dopo l’adozione, è iniziata la fase di pubblicazione degli atti, con la possibilità di presentare osservazioni dal 24 luglio al 7 agosto.
Il progetto prevede la realizzazione di una media struttura di vendita non alimentare con una superficie lorda di pavimento di 5.848 metri quadrati, oltre a più di 3.200 metri quadrati di parcheggi nel piano seminterrato e circa 2.700 metri quadrati di posti auto esterni. Il privato cederà gratuitamente al Comune quasi 5.000 metri quadrati di aree destinate a servizi e un fabbricato dismesso di oltre 1.200 metri quadrati, per il quale è prevista la demolizione.
Critiche della minoranza
Il gruppo di minoranza contesta che la proposta approvata dalla Giunta, guidata da Castelli, risponda principalmente agli interessi dell’operatore privato, identificato in Autotorino, che intende ampliare la propria attività commerciale. Pur non contestando la necessità di recuperare un’area dismessa, Viviamo Induno Olona sostiene che la trasformazione debba portare benefici tangibili per i cittadini.
La minoranza ricorda che il precedente progetto previsto dal Piano di governo del territorio includeva un collegamento pedonale e ciclabile tra la stazione e via Porro, un parcheggio pubblico per il servizio ferroviario e il recupero dell’edificio storico come “Spazio dei Creativi”, destinato a iniziative culturali. La nuova proposta, invece, prevede la demolizione del fabbricato storico e la progettazione di strade e parcheggi in funzione dell’insediamento commerciale.
Valore storico e proposte alternative
Viviamo Induno Olona sottolinea il valore storico dell’edificio, considerato una testimonianza del passato industriale del paese. La demolizione, secondo il gruppo, comporterebbe un costo superiore ai 400.000 euro, a carico del soggetto privato ma conteggiato tra le opere e gli oneri dell’operazione urbanistica. La minoranza propone di valutare il recupero dello stabile, ipotesi supportata anche da una perizia tecnica commissionata dall’amministrazione.
Oltre allo “Spazio dei Creativi”, l’edificio potrebbe ospitare la nuova sede dei servizi di Asfarm, evitando di occupare l’area verde vicina all’asilo di via Cappelletta e offrendo una sede facilmente raggiungibile dalla stazione. “La questione non è essere favorevoli o contrari alla riqualificazione – concludono – ma garantire che la trasformazione lasci alla città un valore aggiunto reale”.