Grande partecipazione nella mattinata di mercoledì 21 ottobre nella chiesa parrocchiale di Galliate Lombardo, dove si sono celebrati i funerali di Gabriele “Lele” Andena. L’ex giocatore del Varese è scomparso improvvisamente a causa di un malore. Alla cerimonia hanno preso parte familiari, amici, rappresentanti istituzionali e numerose persone della comunità, riunite per accompagnarlo nell’ultimo saluto.
Il legame con il Varese
La chiesa era gremita e l’atmosfera ha restituito il profondo affetto che legava Andena al paese e al mondo sportivo varesino. Tra i presenti c’erano i compagni di squadra di un tempo, gli allievi cresciuti sotto la sua guida e l’attuale dirigenza biancorossa. La presenza dei rappresentanti del Varese ha sottolineato il rapporto rimasto saldo nel tempo con i colori della società e con il calcio, una parte importante della sua esperienza personale.
Nel corso dell’omelia, don Alberto Cozzi ha ricordato Gabriele Andena attraverso le diverse dimensioni della sua vita. Il sacerdote ha parlato del lavoro non soltanto come strumento per guadagnare, ma come un modo di abitare e trasformare la realtà, creando relazioni e amicizie. Un passaggio che ha richiamato anche il suo percorso professionale e il ruolo svolto nel mondo dello sport.
L’impegno per Galliate Lombardo
Il ricordo si è concentrato anche sull’attività pubblica svolta nel comune. Andena è stato assessore e vicesindaco di Galliate Lombardo, incarichi nei quali, ha sottolineato il sacerdote, aveva mostrato un carattere talvolta impulsivo e ruvido, ma sempre accompagnato dalla passione per il bene del paese. La sua figura è stata così ricordata non solo per la carriera sportiva, ma anche per l’impegno amministrativo e civile.
Al centro della cerimonia è rimasto soprattutto il legame con la famiglia. Don Cozzi ha ricordato Andena come nonno, padre e marito, sottolineando i suoi cinquant’anni di matrimonio. Attorno ai suoi cari si è stretta una comunità numerosa, insieme agli amici di sempre e a quanti lo avevano conosciuto sui campi da calcio, nel lavoro e nell’attività amministrativa. Un abbraccio collettivo ha accompagnato così l’addio a una persona considerata profondamente legata alle relazioni e alla vita del paese.