È stata scoperta venerdì 25 settembre la targa che ufficializza l’intitolazione dell’aeroporto di Malpensa a Silvio Berlusconi. La cerimonia si è svolta alla presenza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, del presidente di Sea Michaela Castelli e di Paolo Berlusconi. La data dell’evento era stata annunciata da Salvini il 14 settembre, durante un convegno a Palazzo Lombardia.
Il ricordo della famiglia e della Regione
Ad aprire gli interventi è stata Michaela Castelli, che ha definito l’intitolazione all’altezza del ruolo dello scalo. Paolo Berlusconi ha ricordato il fratello e il suo impegno pubblico, collegandolo all’amore per l’Italia e alla decisione di entrare in politica nel 1994. Nel suo intervento ha citato le esperienze del leader di Forza Italia nell’urbanistica, nello sport, nell’editoria, nella televisione e nella politica, indicando Malpensa come una porta verso l’Europa.
Attilio Fontana ha descritto l’aeroporto come una porta d’accesso all’Europa e al mondo e ha associato il nome dell’ex presidente del Consiglio ai valori attribuiti alla Lombardia: capacità di affrontare le difficoltà, apertura internazionale e attenzione al futuro. Il governatore ha inoltre ricordato il ruolo della Regione, che fu la prima a chiedere a Enac l’intitolazione, sulla base dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale il 20 giugno 2023.
Le polemiche e il percorso amministrativo
Nel corso della cerimonia è stato trasmesso anche un videosaluto di Antonio Tajani, che ha ricordato Berlusconi come uno degli italiani più conosciuti nel mondo e tra gli statisti che hanno segnato la storia del Paese. Il passaggio più politico è arrivato da Matteo Salvini, che ha aperto il proprio intervento con un riferimento agli assenti, senza specificare a chi fosse rivolto. Il ministro ha auspicato che tutta la politica riconosca il valore di Berlusconi e ha richiamato il vertice di Pratica di Mare del 28 maggio 2002, sostenendo che oggi sarebbe utile la sua capacità di favorire il dialogo tra le parti in conflitto.
Sullo stesso tema è intervenuto il presidente del Senato Ignazio La Russa, invitando chi non era presente a riconsiderare la propria posizione e a riconoscere il significato dell’intitolazione per la Lombardia, Milano e l’Italia. La Russa ha inoltre replicato alle critiche ricordando che le persone a cui vengono dedicati luoghi pubblici hanno avuto aspetti favorevoli e controversi, ma vengono valutate nel complesso del loro percorso.
La cerimonia ha concluso un iter iniziato dopo la morte dell’ex presidente del Consiglio. Il consiglio di amministrazione di Enac aveva approvato l’intitolazione il 5 luglio 2024. La scelta era stata contestata dal Comune di Milano e dai Comuni di Cardano al Campo, Samarate e Somma Lombardo, che avevano presentato ricorso. Il Tar della Lombardia, il 23 aprile, aveva respinto le impugnazioni, giudicandole in parte infondate e in parte inammissibili.