Visite in carcere

Visita al carcere di Varese il 14 luglio con l’Alleanza per l’articolo 27

Una delegazione guidata dal sindaco Galimberti osserverà le condizioni di detenzione nella casa circondariale dei Miogni.

Visita al carcere di Varese il 14 luglio con l’Alleanza per l’articolo 27

Il 14 luglio, la casa circondariale dei Miogni di Varese aprirà le sue porte per una visita guidata da una delegazione dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione. L’iniziativa, che coinvolge anche altri 34 istituti penitenziari in tutta Italia, mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni di detenzione.

La delegazione varesina, composta da rappresentanti delle istituzioni locali e del mondo del volontariato, entrerà nell’istituto di via Miogni alle 13. A guidarla sarà il sindaco Davide Galimberti, affiancato dagli assessori Andrea Civati e Enzo Laforgia, e da altri esponenti locali, tra cui la consigliera comunale Maria Grazia D’Amico e la segretaria cittadina del PD Manuela Lozza.

Un’iniziativa nazionale

Questa visita si inserisce in una mobilitazione nazionale che vedrà oltre 330 persone partecipare a visite simili in 30 città, da Torino a Napoli, per un totale di 35 carceri visitate. L’Alleanza per l’articolo 27, costituitasi a Roma lo scorso 6 febbraio, è composta da numerose associazioni che si occupano di giustizia e diritti delle persone detenute.

Il principale obiettivo dell’iniziativa è promuovere politiche di depenalizzazione, decarcerizzazione e umanizzazione della pena, in un contesto in cui le carceri italiane registrano un tasso medio di affollamento del 140%, con circa 18mila detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare. Le condizioni di vita all’interno delle carceri sono spesso critiche, con un alto numero di suicidi e decessi.

La necessità di trasparenza

La giornata di visite è motivata dalla convinzione che comprendere il funzionamento della giustizia richieda di vedere con i propri occhi cosa accade all’interno delle carceri. Come affermato da Piero Calamandrei, è fondamentale che la società esterna possa osservare e comprendere le realtà delle persone private della libertà.