Condizioni critiche

Sovraffollamento e carenze nel carcere dei Miogni di Varese

Una delegazione dell'Alleanza per l'articolo 27 della Costituzione denuncia le difficoltà strutturali della casa circondariale.

Sovraffollamento e carenze nel carcere dei Miogni di Varese

La casa circondariale dei Miogni di Varese ospita attualmente 97 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 53 posti, evidenziando un grave sovraffollamento. Questo è il quadro emerso dalla visita della delegazione dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione, che ha avuto luogo nell’ambito di una mobilitazione nazionale che ha coinvolto numerosi istituti penitenziari in Italia.

L’iniziativa si propone di verificare le condizioni di vita nelle carceri italiane e di richiamare l’attenzione sul principio costituzionale che afferma che “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere al reinserimento sociale della persona”. Durante la visita, la delegazione ha incontrato il direttore dell’istituto, Fabrizio Rinaldi, e il comandante della polizia penitenziaria, Giovanni Accardo, oltre a detenuti e operatori sanitari.

Criticità del sistema penitenziario

Il sovraffollamento è accompagnato da una carenza di personale: su 52 operatori di custodia, solo 33 sono attivamente impegnati all’interno della struttura, mentre gli educatori presenti sono soltanto due. Questa situazione mette in luce una delle criticità più frequenti del sistema penitenziario italiano, dove le strutture sovraffollate non riescono a garantire un adeguato numero di operatori.

Le celle, distribuite su tre piani, ospitano almeno due persone, in alcuni casi tre, e solo quelle al piano terra dispongono di doccia interna. Negli altri piani, i detenuti devono utilizzare docce comuni. Inoltre, i bagni sono privi di bidet e l’acqua calda non è sempre disponibile. Ogni cella è dotata di un ventilatore, installato grazie a una donazione dopo una protesta dei detenuti.

Attività e assistenza sanitaria

Nonostante le limitazioni, i detenuti possono trascorrere circa otto ore al giorno fuori dalla cella, con la possibilità di richiedere quattro ore di “passeggio” e altre quattro dedicate ad attività sociali. Sono attivi diversi percorsi formativi e lavorativi, come la ciclofficina e corsi di cucina, che consentono a alcuni detenuti di lavorare nella lavanderia interna e nella mensa. Tuttavia, la scarsità degli spazi limita ulteriormente queste opportunità.

Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, il servizio fornito da Asst Sette Laghi non è attivo 24 ore su 24, con il presidio medico che termina alle 20 e quello infermieristico alle 22. Inoltre, oltre la metà dei detenuti presenta problemi legati all’uso di sostanze o all’alcol, con un’équipe del SerD che opera all’interno dell’istituto.

Il carcere dei Miogni, situato in una posizione strategica vicino al centro cittadino, facilita i rapporti con associazioni e realtà sociali. Attualmente, nove detenuti sono coinvolti in percorsi di semilibertà, con alcuni che svolgono anche borse lavoro con il Comune di Varese. La visita si inserisce in un’iniziativa nazionale che ha coinvolto oltre 330 persone tra amministratori locali e rappresentanti del mondo del volontariato.