Dall’Ucraina al Medio Oriente, i conflitti contemporanei si sviluppano anche attraverso algoritmi, attacchi informatici e campagne di disinformazione. È questo il tema di Guerra profonda. Hacker, bugie e l’architettura segreta dei nuovi conflitti, il nuovo libro di Arturo Di Corinto, giornalista esperto di cybersicurezza, consigliere dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e docente di Privacy e Cybersecurity alla Sapienza di Roma. Il volume, pubblicato da Luiss University Press nel 2026, sarà presentato a Materia il 2 settembre.
Il conflitto tra armi e codice
Secondo l’analisi proposta dall’autore, lo spazio digitale è diventato un campo di battaglia che coinvolge gli apparati tecnologici utilizzati ogni giorno. Alle operazioni militari tradizionali si affiancano attività cibernetiche e campagne di influenza costruite attraverso bot, troll, meme e altri strumenti di propaganda computazionale, con una presenza particolare sui social network.
Il libro descrive questo intreccio come una forma di guerra algoritmica: software, dati, intelligenza artificiale e piattaforme digitali vengono impiegati per sviluppare strategie politiche ed economiche, condurre operazioni militari e orientare la percezione degli eventi. La propaganda online può inoltre essere rilanciata dai media tradizionali, contribuendo a definire l’agenda del dibattito pubblico.
Sovranità digitale e guerre cognitive
Il percorso del volume si concentra sulla sovranità digitale, cioè sul controllo di infrastrutture, dati e tecnologie considerate strategiche. Un altro capitolo riguarda la guerra cognitiva e le tecniche di persuasione digitale, dai troll alle campagne coordinate di influenza, mentre un’ampia parte è dedicata all’evoluzione dell’hacktivismo, passato da forme di sabotaggio simbolico alla costruzione di strutture online con caratteristiche paramilitari.
Di Corinto analizza inoltre i conflitti russo-ucraino e israelo-palestinese, ricostruendo il ruolo di gruppi come Killnet e NoName057(16) e le operazioni di influenza attribuite ai diversi fronti. Tra i temi affrontati c’è anche il coinvolgimento di aziende private, come Palantir, nella gestione dell’intelligence bellica. La domanda di fondo riguarda il controllo delle infrastrutture da cui dipende la sicurezza delle democrazie.
Il saggio è stato valutato positivamente dal giornalista Luca De Biase, che sul blog Crossroads lo ha definito un testo indispensabile. La presentazione a Materia sarà l’occasione per discutere con l’autore di sovranità digitale, intelligenza artificiale, conflitti contemporanei, giornalismo e tenuta delle istituzioni democratiche.