Si è conclusa a Castellanza l’edizione 2026 di Ragazzi On The Road, il progetto rivolto ai ragazzi tra i 16 e i 20 anni che consente di conoscere da vicino il lavoro delle forze di polizia e delle istituzioni. I quattro partecipanti, Emma, Riccardo, Alessandro e Lorenzo, tutti residenti in città, hanno raccontato la loro esperienza durante la seduta del consiglio comunale di giovedì 29 ottobre.
Nel corso della settimana compresa tra il 19 e il 25 ottobre, i ragazzi hanno affiancato gli agenti del comando di Polizia Locale in alcune giornate lavorative. Complessivamente hanno partecipato a nove turni, ciascuno della durata di quattro ore, salendo a bordo dei veicoli di servizio e osservando le attività svolte dagli operatori sul territorio.
Controlli e attività sul territorio
Durante il progetto i partecipanti hanno assistito ai posti di controllo, alle verifiche con l’etilometro e all’utilizzo dei lettori di targhe. Hanno inoltre seguito la redazione dei verbali di sequestro dei veicoli, i rilievi degli incidenti stradali e la gestione manuale della segnaletica luminosa nei momenti in cui i semafori vengono regolati direttamente dagli agenti.
Ad accompagnare i ragazzi sono stati i tutor, quasi tutti studenti universitari, dell’associazione Ragazzi On The Road, che coordina l’iniziativa. Con gli agenti del comando di via Bernocchi si è creato un rapporto di collaborazione e confidenza, accompagnato dall’apprezzamento per il lavoro svolto quotidianamente. Tra i tutor c’era anche Vincenzo, il primo ragazzo di Castellanza ad aver aderito al progetto tre anni fa, oggi impegnato nel sostegno ai nuovi partecipanti.
Un percorso di avvicinamento
L’esperienza ha avuto anche un effetto sulle prospettive future di uno dei partecipanti, che ha manifestato l’intenzione di provare, dopo il diploma, il concorso per entrare nel corpo della Polizia Locale. Per il comandante Francesco Nicastro, iniziative di questo tipo permettono ai più giovani di conoscere dall’interno il lavoro degli operatori e di comprendere come contribuire alla propria comunità.
Il sindaco Cristina Borroni ha collegato il progetto al tema del disagio giovanile, richiamando i danneggiamenti compiuti da gruppi di ragazzi a Milano nei giorni precedenti. Secondo l’amministrazione, la condanna degli episodi non è sufficiente: occorre offrire ai ragazzi occasioni concrete e percorsi alternativi alla violenza fisica o verbale. Il Comune ha quindi espresso la volontà di moltiplicare esperienze che prevedano confronto diretto, responsabilità e contatto con le istituzioni.