Il calendario non interrompe il servizio dell’Unità di strada della Croce Rossa. Anche a Ferragosto, nella piazza della Stazione Centrale di Busto Arsizio, le persone senza dimora hanno trovato un pasto, un luogo dove fermarsi e operatori disponibili all’ascolto. Il mezzo della Cri ha raggiunto piazza Volontari della Libertà, dove si trovano anche il dormitorio Franco Mazzucchelli e le docce, punti di riferimento per chi vive in condizioni di forte marginalità.
Il pasto e il dialogo
All’arrivo dei volontari, gli ospiti si sono raccolti nel locale destinato alla mensa. Italiani e stranieri, giovani e meno giovani, soprattutto uomini ma anche alcune donne, hanno consumato il cibo ai tavoli oppure hanno ritirato una borsa da portare con sé. Il servizio non si è limitato alla distribuzione degli alimenti: per molti, il momento della cena è stato anche un’occasione per parlare e condividere qualche minuto di normalità.
Tra gli ospiti c’erano ragazzi arrivati da Paesi lontani, tra cui Pakistan e Algeria, impegnati a costruire un futuro in Italia. Altri hanno raccontato storie segnate dalla perdita e dalla difficoltà, mantenendo però la speranza di incontrare qualcuno disposto ad aiutarli. Durante una conversazione, un giovane ha indicato il simbolo della Croce Rossa e ha chiesto spiegazioni sulla Convenzione di Ginevra. Un episodio semplice, che ha mostrato come l’intervento dei volontari comprenda anche relazione e attenzione personale.
Quarantatré persone a cena
Venerdì sera sono state 43 le persone che hanno mangiato alla mensa, mentre nel territorio si preparavano le tradizionali tavolate di Ferragosto. Alcuni si sono fermati a consumare il pasto, altri hanno preso la borsa con il cibo e si sono allontanati alla ricerca di un riparo per la notte. Chi è arrivato quando le scorte erano terminate ha ricevuto l’indicazione di tornare la settimana successiva.
Il servizio dell’Unità di strada prosegue nei giorni stabiliti, conosciuti dalle persone senza dimora che frequentano la zona della stazione. La presenza dei volontari rappresenta un riferimento costante per chi non dispone di una rete di sostegno e affronta ogni giorno l’assenza di una casa. Anche nei giorni festivi, l’attività garantisce quindi cibo, ascolto e un punto di contatto con chi vive una situazione di particolare fragilità.