Musica e cambiamenti

La storia dei Modern Lovers: due dischi e un’unica band nel 1976

Nel 1976, i Modern Lovers si divisero in due gruppi, ma solo uno ottenne il riconoscimento della critica.

La storia dei Modern Lovers: due dischi e un’unica band nel 1976

I Modern Lovers furono fondati a Boston nel 1970 dal chitarrista Jonathan Richman, ispirandosi ai Velvet Underground. Il gruppo ottenne subito un buon successo locale, attirando l’attenzione di etichette come Warner e A&M, che finanziarono due sessioni di registrazione, una delle quali fu prodotta da John Cale.

Nel 1973, i Modern Lovers firmarono un contratto discografico, ma si trasferirono alle Bermuda per una residenza in un hotel. Qui, il clima tropicale influenzò Richman, che decise di dare ai suoi brani una connotazione più rilassata, scelta che non trovò il consenso del resto della band. Questo portò allo scioglimento del gruppo nel 1974, senza che fosse pubblicato alcun disco.

Dopo lo scioglimento, Richman firmò con un’altra etichetta e riformò il gruppo con il nome di Jonathan Richman and the Modern Lovers. Il produttore decise di utilizzare anche le vecchie sessioni di registrazione. Così, nell’estate del 1976, uscirono due dischi: quello della nuova band e quello della formazione originale, registrato anni prima. Quest’ultimo fu accolto con entusiasmo dalla critica, venendo considerato un capolavoro proto-punk.

Tra i membri della formazione che partecipò alla registrazione del disco c’erano David Robinson, che in seguito divenne il batterista dei Cars, e il tastierista Jerry Harrison, noto per il suo lavoro con i Talking Heads. La storia dei Modern Lovers è un esempio di come i cambiamenti e le divergenze artistiche possano portare a risultati inaspettati e duraturi nella storia della musica.