Lavoro in crisi

Licenziamenti alla i-build: un terzo della forza lavoro colpito

Nove impiegati in esubero alla i-build di Samarate, mentre gli operai restano al loro posto.

Licenziamenti alla i-build: un terzo della forza lavoro colpito

La i-build di Samarate, precedentemente nota come Deltapav, ha avviato una procedura di licenziamento collettivo che prevede l’uscita di nove impiegati, pari a un terzo della forza lavoro impiegatizia, senza però toccare la componente operaia. Questo sviluppo arriva a solo un anno e mezzo dall’acquisizione dell’azienda da parte del gruppo tedesco Heidelberg, specializzato nel settore delle costruzioni.

Un’azienda storica in difficoltà

La i-build è conosciuta per i suoi lavori di pavimentazione in calcestruzzo, avendo partecipato a progetti significativi come il ponte San Giorgio a Genova e la promenade del Parco della Biblioteca degli Alberi a Milano. Nonostante la reputazione consolidata e un fatturato stabile, l’azienda ha aperto la procedura di licenziamento il 28 maggio di quest’anno, chiudendola nei giorni scorsi.

Davide Bellotto della Fillea-Cgil ha sottolineato che l’azienda non ha mai fatto ricorso alla cassa integrazione e non ha registrato flessioni nel fatturato. I lavoratori, infatti, continuano a confermare che il lavoro è presente e che l’azienda ha bisogno di ogni operaio disponibile. La riduzione del personale si concentra esclusivamente sulla parte tecnica e impiegatizia, che rappresenta un terzo della forza lavoro totale.

Le reazioni e le prospettive future

La chiusura della procedura di licenziamento ha portato a indennizzi e indennità di preavviso per i lavoratori coinvolti. Tuttavia, alcuni di loro non escludono la possibilità di intraprendere azioni legali individuali contro i licenziamenti. La situazione ha colto di sorpresa molti, considerando che l’azienda aveva annunciato un percorso di sviluppo volto a garantire standard di sicurezza e sostenibilità con il marchio Heidelberg Materials.

In conclusione, la i-build si trova in un momento critico, con la necessità di rivedere le proprie strategie per affrontare le sfide del mercato, mentre i lavoratori sperano in una rapida risoluzione della situazione.