Vigilanza

Bare importate e controlli: il nodo del settore funerario

Renzo Oldani richiama l’attenzione su conformità, personale, strutture e responsabilità verso le famiglie.

Bare importate e controlli: il nodo del settore funerario

La discussione sulle bare importate dalla Cina, proposte a prezzi inferiori rispetto ai prodotti realizzati in Europa, riporta l’attenzione sul funzionamento del settore funerario. Secondo Renzo Oldani, fondatore delle onoranze funebri che fanno capo all’Impresa S. Ambrogio e al Gruppo CSF Campo dei Fiori, il tema principale non riguarda soltanto il costo delle casse, ma soprattutto il rispetto delle regole e la verifica delle condizioni in cui operano le imprese.

Oldani sostiene che in Italia manchino controlli sufficienti sulle attività funerarie. A suo giudizio, la concorrenza basata esclusivamente sul prezzo rischia di favorire operatori che non rispettano pienamente le normative, con conseguenze sulla qualità del servizio e sulla tutela delle famiglie che affidano all’impresa la gestione di un momento delicato.

Le caratteristiche delle casse

Il fenomeno delle importazioni dalla Cina, spiega Oldani, non riguarda solo le bare, ma anche altri prodotti destinati al comparto. La questione centrale, secondo il fondatore delle imprese funerarie, è stabilire chi possa operare e con quali modalità. Tra gli aspetti da verificare ci sono gli spessori del legno, le tecniche di assemblaggio e il metodo di costruzione.

Nel settore, aggiunge, sono arrivate anche casse trasportate smontate e assemblate successivamente. Per questo, indipendentemente dal Paese di provenienza, ogni prodotto dovrebbe essere sottoposto alle verifiche necessarie per accertarne la conformità alle caratteristiche previste dalle norme. Il prezzo, però, rappresenta soltanto una parte limitata del costo complessivo di un funerale.

Il servizio e la responsabilità

Una bara acquistata per circa 150 euro incide in misura ridotta su un servizio che può arrivare a costare diverse migliaia di euro. Nel prezzo rientrano l’organizzazione, il personale, i mezzi, le strutture, le attrezzature, le pratiche amministrative e la disponibilità continua. Oldani cita, tra gli investimenti necessari, un carro funebre dal costo di circa 180mila euro e case funerarie la cui realizzazione può richiedere diversi milioni.

Un altro elemento indicato come essenziale è la formazione degli addetti. Le imprese devono garantire personale assunto regolarmente, adeguatamente preparato e retribuito secondo le norme contrattuali. Oldani riferisce che sono in corso nuovi corsi per i dipendenti appena assunti, sottolineando l’importanza di disporre di operatori qualificati e di strutture idonee.

La responsabilità verso le famiglie, nella sua lettura, non si esaurisce nella vendita di un prodotto. Chi svolge questo lavoro deve assicurare la corretta conservazione della salma, utilizzare attrezzature adeguate, predisporre la documentazione e seguire le procedure previste in ogni fase del servizio.

Il rischio denunciato riguarda la presenza di case funerarie non a norma, ricavate in garage o in uffici non idonei, e di personale impiegato senza regolare contratto. Per Oldani, il confronto sulle bare importate dovrebbe quindi lasciare spazio a una verifica più ampia sulla qualità delle imprese e sull’effettiva applicazione delle regole. La domanda per le famiglie, conclude, è capire a chi affidarsi e se l’operatore scelto garantisca professionalità, conformità e rispetto per la persona deceduta.