Tre anni di attesa per il sostegno economico destinato ai lavoratori dei comuni lombardi al confine con la Svizzera. La Uil torna a chiedere lo sblocco delle risorse previste dalla legge 83 del 2023, sottolineando che le imposte versate dai nuovi frontalieri avrebbero già portato nelle casse pubbliche almeno 25 milioni di euro, senza che il fondo abbia finora prodotto benefici nelle buste paga.
Il cosiddetto premio di frontiera è rivolto a chi risiede nei comuni di confine ma lavora in Italia. L’obiettivo della misura è sostenere i territori nei quali la differenza tra gli stipendi italiani e quelli svizzeri rende più difficile trattenere il personale. Secondo il sindacato, il contributo dovrebbe aiutare lavoratori e imprese senza gravare sui costi aziendali.
La richiesta della Uil
A intervenire è Antonio Massafra, coordinatore territoriale della Uil Lombardia di Varese. Il sindacalista ribadisce che il beneficio non sarebbe destinato ai frontalieri, ma alle persone che continuano a vivere e lavorare nei comuni italiani: commesse, cuochi, operai, braccianti, impiegati e operatori della sanità privata. Per la Uil, si tratta di lavoratori che operano nei diversi comparti del settore privato e che devono confrontarsi ogni giorno con retribuzioni svizzere molto più elevate.
Le stime elaborate dalla Uil sui dati del Ministero dell’Economia indicano che nel 2024 le imposte versate dai nuovi frontalieri residenti in Lombardia avrebbero generato almeno 25 milioni di euro. La cifra, secondo il sindacato, sarebbe destinata a crescere con il 2025. A fronte di queste entrate, però, il fondo non avrebbe ancora trasferito alcuna somma ai lavoratori interessati.
Il ruolo della Regione
Antonio Albrizio, segretario generale della Uil Lombardia, definisce insostenibile la situazione lungo l’intero fronte regionale, da Sondrio a Como e Varese. Il sindacato accusa lo Stato di incassare le tasse dei nuovi frontalieri senza restituire risorse ai territori e chiede alla Regione Lombardia una cabina di regia politica con sindacati e categorie economiche.
La richiesta è di ottenere certezze dal Governo sui tempi di assegnazione delle risorse e sulle modalità di erogazione. Il decreto-legge 162/2026 prevede infatti il trasferimento dei fondi direttamente alle Regioni di confine. Dopo la conversione del provvedimento, la Uil sollecita l’apertura immediata del confronto per definire destinatari, tempi e criteri di distribuzione del premio.
Nel calcolo illustrato da Massafra, ogni 100 euro di Irpef versati dai nuovi frontalieri lombardi alimenterebbero un fondo del valore inferiore alla metà, pari al massimo a 46 euro. Il punto contestato dal sindacato resta però l’assenza di qualsiasi erogazione: a fronte delle risorse già raccolte, sostiene la Uil, in busta paga non è ancora arrivato nulla.