Edilizia scolastica

Palestre chiuse al Facchinetti di Castellanza, Codacons chiede tempi certi

L’associazione sollecita sopralluoghi, manutenzioni e alternative per le lezioni motorie dell’istituto varesino.

Palestre chiuse al Facchinetti di Castellanza, Codacons chiede tempi certi

Codacons Lombardia ha scritto alla Provincia di Varese, all’Ufficio Scolastico Territoriale e alla dirigenza dell’ISIS Facchinetti di Castellanza per chiedere chiarimenti sulle condizioni degli edifici e sui lavori di manutenzione. Al centro dell’intervento ci sono le palestre inagibili, le infiltrazioni d’acqua, i laboratori e l’aula magna inutilizzabili, oltre alla chiusura prolungata del bar scolastico.

L’associazione sollecita verifiche sulla sicurezza e sull’agibilità dei locali, informazioni sugli interventi già eseguiti e un calendario con tempi certi per la riapertura degli spazi. La richiesta arriva dopo la mobilitazione degli studenti, che nei giorni scorsi hanno nuovamente segnalato i disagi vissuti all’interno dell’istituto.

Le lezioni di educazione fisica all’aperto

La palestra dell’ITIS risulta inutilizzabile dal settembre 2025, dopo una serie di aperture e chiusure. Quella dell’IPSIA, invece, sarebbe fuori uso da un periodo così lungo che alcuni studenti non avrebbero mai potuto utilizzarla. L’assenza delle strutture condiziona direttamente l’organizzazione delle lezioni di educazione fisica.

Quando le condizioni meteorologiche lo consentono, le attività vengono svolte nel vicino Parco Alto Milanese. Nei mesi più freddi o in caso di maltempo, l’attività motoria viene sostituita da lezioni teoriche in aula. Tra le alternative è stata indicata anche la piscina, ma i relativi corsi comporterebbero costi a carico degli studenti. Codacons chiede quindi che siano individuate soluzioni temporanee adeguate e senza ulteriori oneri per le famiglie.

La richiesta di un calendario dei lavori

Le criticità segnalate dagli studenti non riguardano soltanto le palestre. Nell’istituto sono state indicate anche infiltrazioni d’acqua, laboratori e aula magna non utilizzabili e la chiusura del bar scolastico. Secondo quanto riferito, i problemi si trascinano da tempo ed erano già emersi durante una protesta nel novembre 2025, quando erano state segnalate difficoltà legate agli impianti e alle condizioni di diversi ambienti.

Codacons Lombardia sottolinea che il diritto allo studio comprende anche la possibilità di frequentare ambienti sicuri e funzionali, dotati degli spazi necessari per le attività previste dal percorso formativo. Per questo l’associazione chiede un sopralluogo negli edifici, chiarimenti sui finanziamenti disponibili e una ricognizione degli interventi già realizzati e di quelli ancora necessari.

La competenza sulla manutenzione degli istituti superiori spetta alla Provincia di Varese. Durante la mobilitazione, gli studenti avevano precisato che le responsabilità dei problemi strutturali non erano da attribuire alla dirigenza scolastica. Codacons invita infine studenti e famiglie a segnalare ulteriori disagi, così da completare il quadro della situazione e valutare eventuali nuove iniziative nei confronti degli enti competenti.