L’Italia del baseball per ciechi ha conquistato il titolo mondiale superando Cuba nella finale disputata a Castiglione della Pescaia, in Toscana. Il successo è stato raccontato da Matteo Boscardi e Francesco Volo, componenti dello staff azzurro, durante un appuntamento dedicato alla disciplina e alle sue prospettive.
Una disciplina fondata su suoni e collaborazione
Il baseball per ciechi è nato trentadue anni fa da un’idea di Alfredo Meli e Umberto Calzolari, due ex campioni della Fortitudo Bologna. La sperimentazione, sviluppata anche grazie all’Istituto Cavazza, ha portato all’utilizzo di una pallina sonora in gomma forata, contenente due elementi metallici che producono rumore durante il movimento.
La squadra è composta da cinque giocatori non vedenti e uno vedente. Non c’è un lanciatore: il battitore tiene la pallina in una mano e con l’altra utilizza una mazza, dando autonomamente inizio all’azione. I riferimenti sul campo sono acustici e visivi. In prima base è presente un cicalino, mentre in seconda e terza base operano assistenti vedenti con palette. Tra la terza base e casa base, invece, il corridore segue le indicazioni dell’arbitro e deve completare la corsa prima della presa difensiva.
Il lavoro dello staff riguarda sia la preparazione tattica sia la componente psicologica. Boscardi assiste generalmente i battitori, mentre Volo segue le palette e coordina la difesa. La concentrazione è determinante, soprattutto dopo un errore o uno strikeout. Secondo i tecnici, oltre all’aspetto agonistico, l’attività favorisce l’autonomia dei giocatori: dalla partenza da casa alla preparazione dell’attrezzatura, fino alla gestione delle azioni in campo, con la sicurezza come priorità.
Il titolo mondiale e il progetto di Malnate
Il movimento italiano è cresciuto da un nucleo iniziale formato da poche realtà, tra cui l’Istituto Cavazza, Empoli, Ravenna e i Thunder’s Five Milano. Oggi il campionato nazionale conta dodici squadre, mentre altre sei o sette formazioni stanno lavorando per entrare nel circuito.
Nel torneo toscano l’Italia ha affrontato, tra le altre, Olanda e Cina. La semifinale è iniziata in salita, con tre punti concessi in difesa, ma alcuni cambi hanno permesso agli azzurri di rientrare in partita. La finale contro Cuba è stata descritta come una sfida giocata sulla tattica, contro una squadra capace di colpire con grande forza. L’Italia ha mantenuto la lucidità e, dopo aver trovato continuità in battuta, ha indirizzato il confronto. Tra i premiati figurano Danny Oliveri, indicato come miglior giocatore del torneo, e Fabio Trombini di Seveso, scelto come miglior giovane.
Il risultato internazionale si collega direttamente al territorio varesino con il progetto dei Blind Vikings di Malnate, nato all’interno della società Vikings. Boscardi, legato alla realtà malnatese fin dall’adolescenza, ha sottolineato il ruolo dei volontari, indispensabili per accompagnare e assistere gli atleti durante le attività. Il progetto è stato sostenuto anche da Matteo Consagra e Laura Massarenti e si prepara all’esordio ufficiale in campionato con la maglia dei Vikings.
Tra gli obiettivi futuri del movimento c’è l’ingresso nel programma paralimpico. In vista dei Giochi di Los Angeles del 2028, la disciplina punta almeno a una presenza dimostrativa, con la speranza di ottenere in seguito il riconoscimento definitivo. Alla crescita contribuiscono anche nuove realtà internazionali, tra cui quelle attive in Cina, Giappone, Argentina e Madagascar.