È positivo, secondo la Rete degli Studenti Medi, il bilancio della mattinata di scioperi e manifestazioni organizzati negli istituti superiori della provincia di Varese. La mobilitazione ha coinvolto diverse scuole con presidi, picchetti e iniziative spontanee, nell’ambito di un percorso che punta a mantenere alta l’attenzione sulle condizioni dell’istruzione pubblica e in vista dello sciopero europeo del 20 novembre, promosso da diverse sigle studentesche in vari Paesi europei.
A Varese, circa 300 studenti dell’istituto Frattini si sono riuniti in presidio all’esterno del palazzetto, chiedendo maggiori investimenti nella scuola e nelle politiche sociali. Nel corso della mattinata sono arrivati anche studenti dei licei Cairoli e Manzoni, che hanno organizzato un picchetto davanti ai rispettivi istituti. Al centro della protesta, sintetizzata dallo slogan soldi alla scuola, non alla guerra, ci sono le condizioni dell’edilizia scolastica, l’organizzazione della scuola pubblica e le risorse destinate al sistema educativo.
Le richieste degli studenti
Nel corso dell’iniziativa è stata ribadita la richiesta di una scuola capace di tutelare il benessere psicofisico degli studenti, contrastare le disuguaglianze e favorire l’inclusione. La Rete degli Studenti Medi ha parlato della necessità di rendere gli alunni protagonisti della vita scolastica, anche attraverso spazi e strumenti che favoriscano un percorso collettivo e partecipato.
I temi sono stati approfonditi durante un’assemblea articolata in due momenti. In una prima fase il confronto si è concentrato sulla situazione della provincia e sulla volontà di continuare a occuparsi delle questioni che riguardano le nuove generazioni, dal carovita al cosiddetto caroscuola. Successivamente, l’analisi si è allargata al quadro internazionale, con una riflessione sul sistema economico e sul rapporto tra industria bellica e conflitti.
La mobilitazione a Tradate
Una partecipazione più ampia si è registrata a Tradate, dove circa 1.000 studenti degli istituti Don Milani, Curie, Geymonat e Montale hanno scioperato nel piazzale davanti alle scuole. Secondo i rappresentanti della Rete, la protesta ha espresso il disagio di una parte degli studenti degli istituti tecnici, percepiti come maggiormente esposti alle disuguaglianze sociali e alle difficoltà di accesso a percorsi universitari e professionali.
Durante il presidio di Tradate, il sit-in si è trasformato spontaneamente in un corteo all’interno dei cortili degli istituti. La Rete ha descritto l’iniziativa come un inasprimento del confronto nato dalle stesse rivendicazioni avanzate negli altri presidi, senza riferire di ulteriori episodi. Mobilitazioni definite più spontanee si sono svolte anche a Saronno e Castellanza.
Per gli organizzatori, la partecipazione registrata nei diversi comuni della provincia indica l’esistenza di un’attenzione crescente verso i problemi della scuola, del costo della vita e delle politiche sociali. La Rete degli Studenti Medi sostiene che le iniziative abbiano fatto emergere, anche in un territorio considerato storicamente poco politicizzato, una richiesta di cambiamento radicale e sistemico.