I consiglieri comunali di minoranza di Gallarate hanno espresso solidarietà a Massimo Gnocchi, dopo la decisione della giunta di autorizzare il sindaco Andrea Cassani a presentare una denuncia-querela nei suoi confronti. Al centro della vicenda c’è la divulgazione di un documento della Fondazione Scuole Materne, acquisito dal consigliere di Obiettivo Comune Gallarate attraverso l’accesso agli atti.
La decisione della giunta
La presa di posizione delle opposizioni arriva all’indomani della delibera approvata dall’esecutivo comunale il 14 ottobre. Con quell’atto la giunta ha dato mandato al sindaco di presentare una denuncia-querela e di promuovere le iniziative giudiziarie ritenute necessarie in relazione alla diffusione di informazioni che, secondo la ricostruzione del Comune, sarebbero state acquisite nell’esercizio del diritto di accesso agli atti e sarebbero state sottoposte a obblighi di riservatezza.
È stato lo stesso Cassani a confermare che il provvedimento riguarda Gnocchi e il documento relativo alla riunione del consiglio di amministrazione della Fondazione del 15 gennaio 2026. Il consigliere sostiene che si tratti di un verbale vero e proprio, mentre il sindaco lo ha definito una bozza contenente errori, successivamente rettificata nella seduta del 30 gennaio.
La controversia politica, iniziata mesi fa, riguarda la gestione della Fondazione, l’aumento delle rette e il futuro delle sezioni Primavera. Gnocchi aveva presentato interrogazioni e richieste di accesso agli atti per ricostruire quanto accaduto nella riunione del Cda. Il documento ottenuto era stato mostrato pubblicamente il primo ottobre, con il consigliere che ne aveva sostenuto la natura di verbale sottoscritto e poi corretto.
Le accuse delle minoranze
Le opposizioni, rappresentate da Città è vita, Partito democratico e lista Silvestrini, si sono schierate compatte con Gnocchi. In una nota congiunta hanno definito la delibera «un’inaccettabile intimidazione» e un atto che «offende tutto il consiglio comunale».
Secondo i consiglieri, i verbali di una partecipata pubblica sarebbero normalmente accessibili e la loro divulgazione non dovrebbe essere ostacolata. Le minoranze contestano inoltre l’impiego di risorse pubbliche per l’iniziativa giudiziaria e sostengono che, qualora il procedimento venisse archiviato, il sindaco e gli assessori favorevoli alla delibera potrebbero essere chiamati a rispondere di un eventuale danno erariale.
Si tratta, al momento, di una valutazione politica dell’opposizione: non esiste ancora alcuna decisione sull’esito dell’eventuale procedimento né un accertamento relativo a un danno erariale. La giunta, dal canto suo, sostiene che il testo diffuso contenesse informazioni errate e che a Gnocchi fosse stato indicato di non divulgarlo. È su questo punto che il Comune ha deciso di rivolgersi all’autorità giudiziaria.
La vicenda si inserisce nelle difficoltà attraversate dalla Fondazione. Da gennaio 2026 l’ente ha perso circa un centinaio di iscritti, ha predisposto un piano di riordino che prevede anche licenziamenti e ha ricevuto nuovi fondi dal Comune per fronteggiare le difficoltà finanziarie e la diminuzione del numero dei bambini.