In aula

A Varese il processo sull’accusa di sfruttamento della compagna

Una testimone ha descritto pressioni, annunci online, incontri domestici e violenze; la difesa contesta tempi e luoghi.

A Varese il processo sull’accusa di sfruttamento della compagna

È iniziata davanti al Tribunale di Varese la testimonianza della donna costituitasi parte civile nel procedimento a carico dell’ex compagno, un uomo di 42 anni accusato di maltrattamenti in famiglia e sfruttamento della prostituzione. I fatti contestati riguardano il periodo compreso tra l’agosto 2021 e il maggio 2023, mentre la responsabilità dell’imputato dovrà essere accertata nel corso del processo.

Il racconto della donna

Rispondendo alle domande del pubblico ministero, la testimone ha ricostruito l’evoluzione della relazione e le presunte pressioni subite. Secondo il suo racconto, l’uomo le avrebbe proposto di avere rapporti sessuali a pagamento per affrontare le difficoltà economiche della coppia. Tra le frasi riferite in aula, quella con cui le avrebbe annunciato l’arrivo di un cliente: “Devi essere bella”.

La donna, originaria dell’Est Europa, aveva trasferito la propria attività da Napoli ad Arona, dove gestiva un negozio di frutta e verdura. In quel periodo avrebbe conosciuto l’uomo, che lavorava in Svizzera come giardiniere e che in seguito si sarebbe stabilito nella sua abitazione. La relazione, inizialmente positiva, sarebbe diventata progressivamente oppressiva anche a causa della situazione economica della coppia.

Secondo la testimonianza, gli incontri con i clienti sarebbero stati organizzati nella casa della donna. In una prima fase l’uomo si sarebbe limitato ad assistere, per poi partecipare agli incontri insieme ai clienti. Avrebbe inoltre pubblicato annunci online con fotografie del corpo della compagna, gestendo i contatti e occupandosi del denaro. Le prestazioni, stando alla ricostruzione fornita in aula, sarebbero state pagate circa 120 euro a persona e successivamente sarebbero stati organizzati anche incontri tra coppie.

Le contestazioni e la prossima udienza

La testimone ha riferito anche di presunti episodi di violenza. In particolare, avrebbe ricevuto schiaffi quando alcuni clienti non erano soddisfatti e sarebbe stata fotografata o filmata senza consenso. Tra gli episodi contestati ci sarebbe inoltre il tentativo di coinvolgerla nella gestione degli appuntamenti con altre donne, che secondo l’accusa sarebbero state fatte prostituire nella stessa abitazione.

Nel corso della relazione la coppia avrebbe vissuto tra Arona, Taino, Gazzada Schianno e Brebbia, trascorrendo anche un periodo in Ucraina, dove avrebbe lavorato in un’azienda edile. I due si sono sposati il 21 agosto 2021. L’accusa di sfruttamento della prostituzione riguarda un periodo fino al 4 dicembre dello stesso anno, mentre gli altri fatti contestati si estendono fino al maggio 2023.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Francesco D’Andria, contesta la ricostruzione dell’accusa e solleva questioni sulla collocazione temporale e geografica degli episodi. Secondo la tesi difensiva, alcuni fatti sarebbero stati commessi quando l’imputato si trovava in Svizzera, circostanza che dovrà essere valutata dal collegio giudicante.

Il 5 novembre saranno ascoltate altre due donne chiamate a deporre come testimoni. Secondo l’accusa, anche loro sarebbero state coinvolte negli incontri organizzati nella casa dell’imputato. Il procedimento proseguirà quindi con l’esame degli ulteriori testimoni e con la valutazione degli elementi raccolti dalle parti.