Giovedì 15 ottobre, alle 11.30, il piazzale antistante lo stadio Franco Ossola di Varese sarà intitolato ufficialmente a Pietro Anastasi. La cerimonia, organizzata dal Comune, si svolgerà all’ingresso dell’impianto e prevede la posa di una targa dedicata all’attaccante siciliano, protagonista di una delle pagine più importanti nella storia del calcio biancorosso.
Alla cerimonia parteciperanno i familiari di Anastasi, il sindaco Galimberti e l’assessore Malerba. L’intitolazione segue la delibera approvata all’unanimità dal Comune nello scorso marzo e rappresenta il riconoscimento istituzionale a una figura considerata simbolo dello sport cittadino e profondamente legata alla comunità varesina.
Gli anni in maglia biancorossa
Nato a Catania nel 1948 e scoperto giovanissimo nella Massiminiana, Anastasi arrivò a Varese nel 1966. Con la squadra biancorossa disputò la stagione 1967-68, la migliore mai raggiunta dal club in Serie A: il Varese concluse il campionato all’ottavo posto, dopo essere rimasto a lungo nelle posizioni di vertice.
Quell’annata è ricordata anche per il successo più celebre della formazione varesina, il 5-0 contro la Juventus. In quella partita Anastasi segnò tre reti, affermandosi come uno degli attaccanti più apprezzati del calcio italiano. La sua esperienza a Varese si concluse con il trasferimento alla Juventus, maturato mentre il giocatore stava svolgendo un’amichevole di prova con l’Inter, attraverso un accordo tra Giovanni Borghi e Gianni Agnelli.
Il legame con la città
Dopo il passaggio alla Juventus, Anastasi raggiunse la consacrazione sportiva conquistando tre scudetti e una Coppa Italia. Nello stesso periodo divenne campione d’Europa con la Nazionale italiana: nella finale bis contro la Jugoslavia, vinta 2-0, realizzò una delle due reti, mentre l’altra fu segnata da Gigi Riva.
Nonostante i successi ottenuti lontano dalla Lombardia, Anastasi mantenne sempre un legame molto forte con Varese, dove si era stabilito dopo il matrimonio con Anna, varesina, celebrato nel 1970. In città sono cresciuti anche i figli Gianluca e Silvano e l’ex calciatore scelse di rimanervi, rinunciando in alcuni casi a opportunità professionali lontane.
Anastasi è scomparso nel gennaio 2020 dopo la malattia causata dalla sclerosi laterale amiotrofica. I funerali, celebrati nella basilica di San Vittore, richiamarono numerosi protagonisti del calcio italiano. Di recente il Varese Calcio gli aveva già dedicato il campo principale del centro sportivo delle Bustecche. Con la nuova targa davanti allo stadio, il Comune renderà ora permanente il ricordo di uno dei giocatori più amati della storia sportiva cittadina.