Memoria partigiana

Carlo Suzzi, il “Quarantatré” che sopravvisse a Fondotoce

Nel centenario della nascita, Busto Arsizio dedica un incontro all’unico scampato alla strage del 1944.

Carlo Suzzi, il “Quarantatré” che sopravvisse a Fondotoce

Doveva essere tra le vittime dell’eccidio di Fondotoce, ma riuscì a sopravvivere alle raffiche fingendosi morto tra i corpi dei compagni. Carlo Suzzi, originario di Busto Arsizio, fu l’unico superstite della fucilazione del 20 giugno 1944. Da quel momento venne chiamato Quarantatré, in riferimento al numero che avrebbe dovuto occupare nell’elenco dei prigionieri destinati alla morte.

Nei giorni precedenti, le forze nazifasciste, con un’operazione imperniata sulla Ss Polizei e sostenuta dai fascisti, avevano condotto un vasto rastrellamento in Val Grande, colpendo duramente le formazioni partigiane presenti nella zona. Un gruppo di prigionieri fu portato a Intra, sottoposto a torture e violenze e poi costretto a percorrere a piedi il tragitto fino a Fondotoce.

La fucilazione e la fuga

Nel corteo c’erano 46 prigionieri. Tre vennero risparmiati all’ultimo momento, mentre gli altri 43 furono condotti nei pressi del canale che collega il Lago di Mergozzo al Lago Maggiore. I prigionieri vennero fucilati a gruppi. Suzzi fu colpito dalle raffiche, ma rimase immobile a terra tra i compagni uccisi, riuscendo a non essere riconosciuto come sopravvissuto.

Dopo alcune ore riuscì ad allontanarsi e venne soccorso dagli abitanti della zona. Una volta curato e ristabilito, scelse di tornare nella formazione partigiana invece di abbandonare la lotta. Entrò nuovamente nella Divisione Valdossola, adottando Quarantatré come nome di battaglia, e continuò a combattere fino alla Liberazione, arrivando anche a ricoprire il ruolo di caposquadra.

Il ricordo a Busto Arsizio

L’eccidio lasciò sul terreno 42 vittime e Fondotoce divenne uno dei luoghi simbolo della memoria della Resistenza. Nell’area della strage sono sorti il Parco della Memoria e della Pace e la Casa della Resistenza. Suzzi, trasferitosi nel dopoguerra in Thailandia, tornò per anni in Italia in occasione delle commemorazioni, mantenendo vivo il ricordo dei compagni uccisi. La sua testimonianza fu raccolta da Orazio Barbieri nel volume I sopravvissuti, pubblicato da Feltrinelli nel 1972. Suzzi è morto in Thailandia nel 2017.

Alla sua vicenda sarà dedicato l’incontro in programma sabato 24 ottobre alle 16.30 nella Sala Verdi di via Antonio Pozzi 7, a Busto Arsizio. L’iniziativa è organizzata dall’Anpi di Busto Arsizio, sezione Giovanni Castiglioni, e dall’Associazione Casa della Resistenza, nel centenario della nascita di Suzzi.

Dopo i saluti istituzionali interverranno Marco Torretta, presidente del Raggruppamento Divisioni Patrioti Alfredo Di Dio – Fivl, Liberto Losa, presidente dell’Anpi di Busto Arsizio – Giovanni Castiglioni, e Flavio Maglio, presidente dell’Anpi di Verbania – Augusta Pavesi. Andrea Pozzetta della Casa della Resistenza ricostruirà il contesto storico del rastrellamento della Val Grande e dell’eccidio di Fondotoce.

Nel corso del pomeriggio saranno proiettate un’intervista a Suzzi e le immagini dell’arrivo delle sue ceneri alla Casa della Resistenza. L’appuntamento si svolge con il patrocinio della Città di Busto Arsizio e la collaborazione di diverse associazioni e istituti culturali. L’ingresso è libero e gratuito.