Patrimonio sacro

In Valtravaglia visite a quattro chiese per l’ultimo itinerario

Conclusione alle 17: vesperi e ristoro presso San Giorgio

In Valtravaglia visite a quattro chiese per l’ultimo itinerario

Domenica 18 ottobre si conclude la rassegna Chiese aperte, iniziativa dedicata alla conoscenza del patrimonio storico e artistico della Valtravaglia. L’ultimo appuntamento propone un itinerario tra quattro luoghi di culto del territorio, con visite alla chiesa di San Giovanni Battista, nell’area del cimitero di Germignaga, a Santa Veronica di Caldè e alle chiese di San Genesio e San Giorgio a Sarigo.

Le tappe dell’itinerario

Il programma riunisce edifici religiosi distribuiti tra diverse località della valle e offre ai partecipanti l’occasione di approfondirne l’architettura, la storia e le testimonianze artistiche. Il percorso comprende realtà differenti per origine e caratteristiche, accomunate dal valore che rivestono nel paesaggio e nella memoria delle comunità locali.

Il momento conclusivo è previsto nella chiesa di San Giorgio a Sarigo, dove alle 17 saranno celebrati i vesperi. Al termine è programmato un momento conviviale con ristoro per i partecipanti, a chiusura della giornata e dell’intera rassegna stagionale.

La chiesa di San Giorgio

L’edificio rappresenta una significativa testimonianza del romanico lombardo. Della costruzione originaria restano il campanile e l’abside, elementi che conservano l’impianto architettonico e la cura formale dell’edificio. L’insieme restituisce le caratteristiche di una chiesa costruita secondo una concezione unitaria, capace di documentare un’epoca e uno stile anche in un contesto rurale.

Particolare rilievo assume l’abside, realizzata con pietre di diversa natura accostate in modo da creare un evidente effetto cromatico e decorativo. La soluzione testimonia l’attenzione riservata alla qualità dell’opera, nonostante la disponibilità di mezzi semplici, e mostra come il romanico maturo potesse raggiungere risultati rilevanti anche lontano dai principali centri urbani.

L’abside è inoltre interamente rivestita da affreschi quattrocenteschi, il cui ciclo è stato recentemente recuperato. Restano ancora da precisare l’identificazione iconografica delle scene e l’attribuzione dell’opera a una bottega attiva tra l’Alto Milanese e il lago Maggiore. Questi elementi rendono la visita un’occasione per osservare da vicino una testimonianza dell’arte romanica dell’Alto Verbano e per conoscere la ricchezza dei luoghi di culto della Valtravaglia.