Spazi condivisi

Besnate, un milione per la Casa delle culture nell’ex Bernocchi

L’ex dormitorio operaio ospiterà libri, spettacoli, corsi e associazioni con un bacino previsto di quasi 50mila persone.

Besnate, un milione per la Casa delle culture nell’ex Bernocchi

Il Comune di Besnate, poco più di 5mila abitanti, ha ottenuto un milione di euro da Regione Lombardia per recuperare l’ex dormitorio delle operaie dell’opificio Bernocchi e trasformarlo in una Casa delle culture. Il progetto ha totalizzato 79 punti, ottenendo il massimo del finanziamento previsto dal bando regionale. L’intervento, secondo l’amministrazione guidata dal sindaco Giovanni Corbo, non è pensato soltanto per la comunità locale, ma per un’area potenziale di quasi 50mila persone, comprendendo anche i comuni vicini e il territorio provinciale.

La candidatura è stata costruita attorno a un polo culturale con una funzione sovracomunale. A determinare l’esito positivo, ha spiegato Corbo, non sarebbe stata soltanto la qualità della riqualificazione architettonica, ma soprattutto il progetto di gestione e utilizzo degli spazi. L’obiettivo è fare dell’edificio un luogo capace di ospitare attività diverse e di attirare cittadini, associazioni e iniziative provenienti anche da fuori Besnate.

Una biblioteca aperta a più generazioni

L’edificio risale alla fine dell’Ottocento e nacque come dormitorio per le operaie che arrivavano a lavorare nell’opificio. Per il sindaco, questa origine contiene già un significato legato all’emancipazione femminile e alla possibilità, per le donne, di spostarsi e lavorare in autonomia. La nuova destinazione dovrebbe quindi conservare il rapporto con la storia produttiva del territorio, ampliandone però la funzione culturale.

La biblioteca sarà organizzata in una parte dedicata alle attività più dinamiche e in una zona riservata al silenzio. Le scale verso il primo piano sono state progettate anche come gradinate per un piccolo auditorium, destinato a spettacoli, compagnie teatrali, laboratori ed esibizioni musicali. Sono previsti inoltre una sala civica, spazi per le associazioni e ambienti per i corsi che già oggi richiamano persone da diversi comuni.

Nel progetto rientra anche il trasferimento del museo della civiltà contadina, attualmente ospitato in altri spazi e frequentato soprattutto dalle scolaresche. La collezione, con riferimenti alla produzione dei bachi da seta e ai telai, troverà posto all’interno della biblioteca, mantenendo il collegamento tra la tradizione agricola e quella operaia. Sul retro dell’edificio saranno conservate alcune scritte risalenti al periodo operaio del Ventennio.

Tempi, risorse e gestione

Il quadro economico complessivo supera i due milioni di euro e comprende progettazione, direzione dei lavori e spese amministrative. Il finanziamento sarà coperto attraverso una combinazione di avanzo di amministrazione, contributo regionale e mutuo. Il Comune non esclude inoltre la possibilità di ottenere ulteriori risorse, non ancora formalizzate.

La rendicontazione dovrà essere completata entro ottobre 2029. Per rispettare questo termine, i lavori dovrebbero concludersi all’inizio dello stesso anno; l’amministrazione punta, se possibile, a terminarli entro la fine del 2028. Sul piano gestionale, i due riferimenti principali saranno la biblioteca, con il supporto del consorzio bibliotecario per il personale del punto prestiti, e la collaborazione con le associazioni, utile ad ampliare gli orari di apertura.

Corbo ha indicato anche l’interesse a costruire un rapporto istituzionale con la Provincia, attraverso un possibile scambio tra sostegno alla gestione e disponibilità degli spazi per iniziative e corsi di formazione. L’ambizione è che almeno il 30 per cento delle attività coinvolga cittadini e associazioni di altri comuni. Tra le esperienze già attive a Besnate figurano il cinema parrocchiale, i cineforum, l’arena estiva, la collaborazione con Filosofarti e Teatro Blu e il Besnate Jazz Festival, arrivato alla decima edizione.

La finalità dichiarata è favorire l’incontro tra persone di età, condizioni sociali e interessi differenti. La Casa delle culture dovrebbe diventare un punto di riferimento accessibile anche senza automobile, grazie alla posizione centrale e al collegamento con la pista ciclopedonale che conduce al polo sportivo. Per il sindaco, il progetto può offrire uno spazio comune in una fase in cui i luoghi di aggregazione tradizionali si stanno riducendo e le relazioni tendono a svolgersi in ambienti sempre più separati.