È iniziata a Varese la fase sperimentale di In Mensa, il servizio di ristorazione di via J.H. Dunant 2 ora gestito dalla cooperativa sociale Siloam. L’esperienza coinvolge dieci ragazzi con disabilità, affiancati da tre tutor e dal direttore generale della cooperativa, con l’obiettivo di trasformare l’attività quotidiana in un percorso di formazione e avvicinamento al lavoro.
L’apertura di prova è partita il 17 settembre e si è sviluppata attraverso una prima settimana dedicata alla conoscenza degli spazi, alla verifica dell’organizzazione e all’individuazione dei compiti più adatti a ciascun partecipante. Il servizio ordinario è previsto a partire dal lunedì successivo alla conclusione della sperimentazione.
I primi dati mostrano una crescita progressiva delle presenze: dai 45 coperti del primo giorno si è passati a circa 60 il giorno seguente. Dopo la pausa del fine settimana, lunedì 21 i clienti serviti sono stati 75, mentre martedì hanno superato quota 80. I numeri hanno accompagnato una fase iniziale utile a mettere a punto ritmi, ruoli e modalità di lavoro.
Formazione e ruoli assegnati
Prima dell’ingresso pieno nel servizio, i ragazzi hanno seguito una preparazione sull’igiene alimentare e sulle procedure HACCP, sulla sicurezza negli ambienti di lavoro, sulla preparazione del caffè e sulle attività necessarie alla preparazione e alla somministrazione dei pasti.
Le mansioni vengono distribuite in base alle competenze, agli interessi e alle caratteristiche individuali. Alcuni partecipanti si occupano delle pulizie, altri del servizio in sala, delle attività del bar o di ulteriori compiti indispensabili al funzionamento della mensa. La suddivisione punta a rendere la giornata prevedibile e organizzata, garantendo a ciascuno un ruolo definito e il costante supporto dei tutor.
Siloam descrive questo metodo come un modello di isole formative: contesti di lavoro reali nei quali l’apprendimento avviene gradualmente durante l’attività produttiva, con l’affiancamento di professionisti ed educatori. I percorsi vengono costruiti sulle potenzialità delle singole persone per sviluppare competenze, responsabilità e autonomia.
Un percorso verso l’occupazione
La cooperativa sociale, nata dall’incontro tra competenze sociali, educative, imprenditoriali e gestionali, opera nella ristorazione collettiva, nel catering e nella somministrazione di alimenti e bevande. Il progetto di via Dunant si inserisce in un percorso della durata indicativa di due anni: il primo è concentrato soprattutto sulla formazione, mentre il secondo prevede un avvicinamento più intenso alle aziende e alle opportunità occupazionali del territorio.
L’obiettivo indicato è accompagnare i giovani verso un’occupazione stabile e una crescente autonomia economica, attraverso una rete con imprese, enti pubblici, servizi sociali, collocamento mirato, scuole, fondazioni e organizzazioni del Terzo Settore. Durante una delle giornate di prova è arrivata anche Filippa Lagerbäck, presente in mensa come ospite e coinvolta nel momento del pranzo insieme a studenti universitari, famiglie dei ragazzi ed ex studenti della presidente della cooperativa.
Accanto alla dimensione sociale, Siloam sottolinea l’importanza della qualità del lavoro e del servizio. La presidente Stefania Barile ha ribadito che l’attività delle persone con disabilità deve essere valutata sulla qualità dei risultati, senza ridurre le aspettative a causa delle difficoltà individuali. Con l’avvio del servizio ordinario, la mensa di via Dunant entra così nella fase più impegnativa: consolidare le competenze acquisite e favorire, nel tempo, un futuro professionale per i dieci partecipanti.